Spalletti: «Bravi a mantenere i nervi saldi»

La sportività di Galeone: «Noi troppo disordinati per arginare i giallorossi, rispetto a noi sono comunque di un altro livello»

Jacopo Granzotto

Pareggiare anche stavolta sarebbe stato troppo. La Roma torna dal «Friuli» con 3 punti onestamente inevitabili. Troppo evidente il divario tra i giallorossi, ora a 17 punti, e i bianconeri di Galeone, una squadra dai piedi ruvidi e dalla maniere forti. Nonostante questo rimane d’attualità la poca incisività davanti con un Totti ben lontano da una forma accettabile.
È Ferrari, il dodicesimo goleador della squadra, a firmare la vittoria al 21’ della ripresa e a far cadere l’imperforabilità casalinga dell’Udinese dopo 518 minuti. La Roma torna così alla vittoria dopo tre gare (in cui aveva raccolto due soli punti), l’Udinese cade dopo sette turni (era stata sconfitta un’unica volta, nella gara d’esordio). I 3 punti del Friuli premiano la Roma al termine di una gara mai decollata con un’Udinese troppo legata al lancio lungo per impensierire Doni. Dal canto suo la Roma è tornata alla versione della squadra dei record. Ossia con Totti centravanti, in un 4-2-3-1 che ha avuto in Taddei, Aquilani e Rosi i suggeritori, con gli ultimi due al posto di Perrotta e Tonetto.
Il primo tempo si snoda noioso e prevedibile, soprattutto sulle corsie giallorosse. Le fasce non vengono sfruttate, Totti sbaglia, Pizarro non illumina. E infatti le occasioni da gol latitano, tanto che Doni nega un gol a Di Natale. Ciò non toglie che la gara, nervosa e poco spettacolare, non decolla e, al 45’, resta ancorata a uno 0-0. La ripresa parte con Virga al posto di Rosi (contuso a un polpaccio) e si trascina senza squilli fino al minuto 21. Poi Taddei guadagna una punizione, Totti la batte, Ferrari è pronto al tap in vincente: Roma in vantaggio, Udinese annichilita. La Roma amministra senza creare pericoli per la porta friulana. Ma tanto basta per conquistare la terza vittoria esterna, consolidarsi come primo attacco da trasferta (8 gol) e portarsi a un punto dalla coppia al momento capolista, formata da Inter e Palermo.
«Oggi sul campo s’è vista una grande Roma», dichiara al termine della partita il goleador Matteo Ferrari. Che gioca a fare il Rino Gattuso dei Mondiali quando dichiara: «Be’, se segno io significa che il calcio è davvero morto...». «È una Roma che ancora stenta troppo davanti, ma comunque abbiamo lanciato un segnale importante, ci siamo anche noi per la lotta scudetto», conclude il difensore che sembra tornato ai livelli di una volta. «La squadra è stata attenta e ha fatto un gran risultato su un campo difficile - afferma mister Spalletti - è stato un match duro, forse troppo maschio. Fortunatamente i ragazzi sono riusciti a mantenere la calma».
Spalletti, ora il calendario diventa insidioso, dopo la Champions ci sono Fiorentina e Milan. «Ora lasciatemi godere questi 3 punti, poi vedremo». Chiude l’onesto Galeone: «La loro è una vittoria meritata. Tra noi e la Roma c’è un abisso in quanto a valori tecnici e poi noi siamo stati troppo disordinati».