Spalletti: «Cassano fa parte del passato»

Jacopo Granzotto

E pensare che sembrava un capitolo chiuso. Invece le gesta poco calcistiche del funambolo Cassano sembrano infinite oltreché stucchevoli. Pane per i denti di una città che vive di pane e pallone come Roma. Dopo il mea culpa notturno del barese in merito al divorzio dalla società giallorossa e la confessata voglia di «tornare a casa», i tifosi hanno dato vita a una accesa mattinata radiofonica, discutendo sull’opportunità o meno di riprendere il rivoltoso a ingaggio ridotto.
Nessuna sorpresa nel constatare che la maggioranza continua a considerare Cassano (come del resto l’amico Capello) un traditore e non vorrebbe rivederlo più. Punto. Un bell’assist al clan Sensi che non scalpita certo per rivedere l’attaccante barese, mentre il Real a questo punto farebbe carte false per sbarazzarsi del grande flop.
Tiedido, se non freddino, sulle possibilità del gran ritorno è il mister Spalletti. «Cassano fa parte del passato - dice laconico - il rammarico è di non essere riuscito a fare qualcosa di buono con lui». Come dire, meglio pensare al posticipo di questa sera all’Olimpico contro la Fiorentina, «che è forte anche senza Toni». Per fortuna della Roma Chivu è recuperato: «Falso allarme, lui ci sarà». E per un attimo Luciano Spalletti sorride. Il tecnico teme i viola e la perspicacia del loro allenatore, Cesare Prandelli: «È un allenatore che in questi due anni ha costruito un gruppo a sua immagine. Roma e Fiorentina sono due buone squadre e non sarà questa partita a comprometterne il valore. Sicuramente è una gara che può darti un’ulteriore spinta a dimostrare di poter far bene. D’altra parte, fare i punti che hanno fatto (15 ndr), dopo la penalizzazione, vuol dire che hanno trovato i giusti stimoli e che sono una squadra forte. Ciò non toglie però che la nostra Champions è del tutto meritata, lo abbiamo dimostrato negli scontri diretti con i viola».
Nella Fiorentina ci saranno assenze importanti, nella Roma è stato recuperato Mancini: «Non sono le assenze che cambieranno il volto della squadra. Non mi piace pensare alle assenze della Roma come uno svantaggio e neppure a quelle degli altri a un vantaggio per noi». Spalletti torna sulle gare contro Reggina, Chievo e Ascoli. Due punti in tre partite: «Sicuramente incontri che sulla carta potevano sembrare abbordabili, non hanno portato il risultato pieno. Ma ci può stare in una stagione». Dall’inizio della stagione la Roma ha affrontato 14 gare ufficiali, che bilancio? «Direi che è positivo, per gli atteggiamenti visti, anche se perdere o pareggiare incontri con squadre che potrebbero essere alla nostra portata deve essere motivo di analisi approfondita per evitare di ripeter errori». Franco Sensi, presidente della Roma, si è complimentato pubblicamente per il lavoro svolto dal tecnico toscano: «Lui è una persona eccezionale, con grande carisma, e ti trasmette una carica significativa - spiega Spalletti -. Abbiamo pranzato a Trigoria con Fisichella e il presidente Sensi, il quale ci ha promesso che domani verrà allo stadio». «Mi ha chiesto se volevo che venisse a trovarci negli spogliatoi -continua il tecnico- e se le condizioni climatiche lo permetteranno, verrà da noi prima della partita. La sua presenza per noi è più importante di qualsiasi altra cosa».
Questa la probabile formazione (4-1-4-1) 32 Doni; 2 Panucci, 5 Mexes, 13 Chivu, 22 Tonetto; 16 De Rossi; 11 Taddei, 7 Pizarro, 20 Perrotta, 23 Vucinic; 10 Totti.