Spalletti chiama e Giuly risponde

Il saggio Spalletti l’aveva detto: manca Totti? Non c’è problema ci pensa Giuly. E così è stato. Come da pronostico la Roma in emergenza sbriga la pratica Catania con un tranquillo 2-0 e qualche buona parata di un Doni sempre più sicuro. I giallorossi, ancora in scia dell’Inter in attesa di improbabili tracolli, chiudono il girone d’andata a 42 punti, gli stessi dell’anno scorso. Mica male. Su tutti il piccoletto francese e il solito De Rossi, gli autori dei due gol. Ma se proprio si deve scegliere l’uomo partita, questo è sicuramente l’ex centrocampista del Barcellona. «Devo fare i complimenti a Giuly - attacca il mister - oggi ha giocato alla grande, ultimamente ha avuto un rendimento altalenante un po’ quello che sta succedendo a Mancini, Vucinic e Taddei, spero che anche lui abbia imboccato la strada giusta della regolarità». E a proposito di ciò, chiude una polemichetta con la stampa. «Prima mi dicevano che lo dovevo far giocare per forza, adesso gioca una partita sotto tono e i giornali scrivono che non lo devo mettere più in campo. Ricordo che bisogna anche sempre tenere conto che magari di fronte c’è un avversario forte...».
Tranquilli, la sua Roma, «nonostante un paio di passi falsi che stiamo pagando a caro prezzo» è comunque «al passo con l’Inter», all’interno di un «campionato più equilibrato rispetto a quello dell’anno scorso, dove tutte le squadre hanno punti in meno». Vedremo. Ieri intanto Aquilani ha giocato uno scampolo di partita, c’è tempo per vederlo al top, chissà magari negli ottavi di finale di Champions League il 19 febbraio contro il Real Madrid: «Ci potrà dare una grande mano. Si è visto che per stare attaccati all’Inter c’è bisogno di tutti. Come nel caso della partita di oggi: ci mancavano diversi titolari, ma chi ha giocato - ha aggiunto Spalletti - ha vinto meritatamente una partita difficile». «Comunque - conclude - siamo andati avanti in Champions e anche in Coppa Italia, una competizione che permette di schierare quelli che giocano di meno. E a me pare una buona cosa...».
A margine della partita il presidente del Catania Nino Pulvirenti ha chiesto davanti ai microfoni di Sky «sanzioni severe» nei confronti dei sostenitori giallorossi dopo l’accoltellamento di tre supporter siciliani. «L’Olimpico - ha detto - è diventato un campo di battaglia, ma nessuno prende provvedimenti». Il più grave dei tre siciliani feriti ha una prognosi di venti giorni. Nessuno è comunque in pericolo di vita.