Spalletti ci crede: «Da ora sfrutteremo ogni possibilità»

da Treviso

Era dal 2002 che la Roma non vinceva la prima partita dell’anno solare. Poi tre sconfitte, due delle quali molto dolorose: quella contro il Milan nella sfida-scudetto del 2004 e quella nel disastroso derby del 2005, entrambe celebrate il giorno della Befana. Un ottimo motivo per essere felici di avere invertito la rotta e avere iniziato il 2006 a Treviso con una vittoria. Nella prima partita del dopo Cassano, ragion di più per esultare.
Il primo a essere felice è ovviamente mister Luciano Spalletti, che liquida subito le contestazioni trevigiane sull’episodio che ha portato al gol di Aquilani: «Per me il fallo c’era», afferma. Poi, sulla partita: «Dovevamo vincere - spiega - anche se sapevamo che avremmo trovato una squadra molto agguerrita: non siamo nelle condizioni di poter sottovalutare nessuno, anzi temevamo questa trasferta». Per Spalletti, «nel Treviso ci sono elementi molto forti, è una squadra creata con grande logica e sono convinto che farà bene. Noi però dovevamo anche dare delle risposte al nostro ambiente che non crede molto alle nostre possibilità, vogliamo fare vedere di essere pronti a sfruttare ogni possibilità». Nota di particolare merito per Perrotta: «Mi fa piacere per lui perché ha ribaltato una situazione avversa in cui si trovare dall’anno scorso. Quando sono arrivato a Roma mi parlava della possibilità di cambiare squadra perché non riusciva a trovare continuità. Oggi invece - conclude - credo che abbia determinato la vittoria della Roma con tanti inserimenti di qualità. Se continuerà così si toglierà delle grandi soddisfazioni». Immancabile la domanda sul passaggio di Cassano al Real Madrid: «Cassano capitolo chiuso? Lo chiuderò definitivamente, ormai per la situazione che si era venuta a creare l’esito finale non poteva essere che quello. È stata una soluzione indolore per tutti. Lui è andato a giocare in un grandissimo club che per caratteristiche esalta le sue qualità».
Ma l’avere salutato il genietto barese, che ora ammireremo in tv con la maglia delle merengue, non vuole dire che in casa Roma i casi spinosi siano terminati. Ce n’è un altro che angustia i tifosi, quello di Amantino Mancini. Il direttore sportivo Daniele Pradè ha qualcosa da dire al procuratore del laterale brasiliano: «Raiola pensi a fare il procuratore, noi facciamo i dirigenti. Sappiamo quello che dobbiamo fare, Mancini è un giocatore importante per noi e sta lavorando molto per poter tornare in campo. È un calciatore su cui puntiamo particolarmente». Poi è la volta del portiere greco Eleftheropulos, altro presunto caso in casa giallorossa: «Ma quale caso, Ele è un ragazzo serissimo che però non trova molto spazio da noi: se ci sarà una possibilità importante per lui cercheremo di trovare una soluzione». Quanto a Dacourt: «Noi stiamo bene così, l’unica situazione che si potrebbe verificare riguarda Dacourt. Se ci chiederà di essere ceduto ci siederemo attorno a un tavolo con lui e il suo procuratore». Mercoledì la Roma ospiterà il Napoli nell’Olimpico a porte chiuse nel ritorno degli ottavi di coppa Italia.