Spalletti difende Mou «Sa bene cosa fare» E lancia la Roma «Vale i nerazzurri»

RomaL’obiettivo è arrivare prima della Juventus a quella stellina argentata da cucire sulla maglia, simbolo delle dieci coppe Italia vinte. Il rischio per la Roma è di non riuscire a centrarlo per colpa dell’Inter. Sì, perché quella che è stata la sfida decisiva del trofeo nelle ultime quattro edizioni è diventato un semplice quarto di finale, a causa dello strano regolamento varato dalla Lega. Dunque, a Milano match da dentro o fuori che priverà una delle due della quinta finale consecutiva (due successi a testa è il bilancio di quelle precedenti).
A livello psicologico la Roma arriva al confronto diretto in maniera migliore, ma Luciano Spalletti ridimensiona il momento no dei nerazzurri. «Secondo me l’Inter non ha nessun problema, un risultato negativo può capitare, ma non sposta nulla sul suo valore, resta fortissima. Ma io voglio pensare che la Roma sia alla pari con la squadra di Mourinho, che è già un buon punto di partenza, e di conseguenza giocarci la partita. Sia noi che loro abbiamo una rosa a disposizione per esibire un buono spettacolo. Sarà, come è sempre stata, una bella sfida».
Positivo anche il giudizio sul collega Mourinho, finito anche lui sul banco degli imputati. «Mi piace come persona perché ama il dialogo diretto e come tecnico, vista la sua ottima capacità di gestione. Lo vedo leader della situazione, padrone e cosciente di quello che deve fare». In casa giallorossa indisponibili sia Totti, in rampa di lancio per la trasferta di Napoli, che Panucci, oltre ai soliti Montella, Okaka e Tonetto. «Cristian ha un fastidio al ginocchio, un gonfiore e il tendine rotuleo infiammato. Gli fa male e quindi non è il caso...», giustifica così Spalletti l’assenza del difensore, possibile ex della partita. Tornano invece Vucinic e Doni: il primo potrebbe giocare anche subito (il ballottaggio è con un Julio Baptista in gran forma), il portiere non è al top, «ha ancora del lavoro da fare, ma volevo che fosse in gruppo per questa trasferta», e quindi siederà in panchina. Sul capitano, che vuole rientrare domenica prossima per l’importante partita del San Paolo, il tecnico dice: «Ha fatto tutto l’allenamento con i compagni, è rientrato nei meccanismi del gruppo e alla fine infatti aveva un indolenzimento generale dovuto al ritorno al lavoro. Ci siamo confrontati e anche lui è d’accordo con me nel lavorare in maniera corretta e dare continuità al lavoro». Niente forzature, dunque, ma c’è ottimismo per domenica.