Spalletti ha mezza squadra in infermeria: al Friuli dovrà contare sulla vecchia guardia

Una Roma senza gol e senza vittorie da tre partite si affida alla «vecchia guardia». Nella giornata in cui Spalletti ritrova il suo passato e propone la dodicesima squadra in altrettanti incontri, il tecnico «rinnega» la campagna acquisti estiva della società: nell’undici in campo dal primo minuto al Friuli di Udine (dove il tecnico ha ottenuto tre vittorie su tre da ex), non ci sarà infatti alcun volto nuovo. E se Julio Baptista è tornato in campo ieri (solo un po’ di corsetta) dopo il problema alla coscia sinistra, gli altri neogiallorossi sono tutti disponibili. Loria potrebbe rientrare in gioco se Juan (ancora convalescente) non dovesse farcela, ma c’è ottimismo sul suo impiego. Menez e Riise saranno invece in panchina, con il norvegese che - rientrato Tonetto - tirerà per la prima volta il fiato.
La Roma non potrà fare calcoli contro l’Udinese che sta vivendo un’altra annata ai livelli di vertice. E che a differenza dei giallorossi, è uscita dal turno di Coppa con un successo (2-0 in Uefa con il temibile Tottenham). Proprio Udine fu il trampolino di lancio per Spalletti, che portò i bianconeri friulani al quarto posto e alla Champions League, prima di divorziare da Pozzo e approdare sulle rive del Tevere. «Lì il ciclo era finito, se avessi avuto la sensazione che fosse finito quello alla Roma già me ne sarei andato», sottolinea il tecnico della Roma. Che non vuole fare tabelle o calcoli per risalire una classifica che da anni non era così misrea. «In momenti come questi c’è assolutamente bisogno di risultati e prestazioni - spiega Spalletti -. Si va ad affrontare l’Udinese cercando di portare a casa il massimo».
La Roma è reduce dal ko di Londra contro il Chelsea, che però ha messo in mostra dei progressi: «Abbiamo messo a fuoco quelle 2-3 cose che assolutamente dobbiamo migliorare, la squadra è sulla strada giusta per riprendersi. Compattezza e sostanza sono le prime qualità, poi c’è la lotta, la riconquista di quei palloni di nessuno che diventa fondamentale. Sotto questo aspetto dobbiamo fare di più». A raddrizzare la stagione potrebbe essere l’avventura europea: «La finale di Champions a Roma per noi è una grande opportunità - aggiunge l’allenatore toscano - ma non deve diventare una pressione. C’è tanta strada da fare ma io quel giorno vorrei andare all’Olimpico in divisa...».
Ma il presente è l’Udinese, terza in classifica, con un attacco tra i più prolifici della serie A. «Hanno l’attacco della Nazionale e questo ci impone maggiore attenzione». Anche perchè la difesa giallorossa è, se si esclude la Reggina, la peggiore del campionato. «Qualche gol di troppo l’abbiamo preso, ma è sempre il collettivo a fare la differenza. Tutti i reparti sono responsabili di questi momenti negativi, ci vuole la mentalità e i comportamenti giusti. Il nostro attacco non segna da tre partite? Fare gol viene da una sicurezza di squadra e di equilibrio. Ci sono momenti che ti creano difficoltà nel valutare le cose da fare e non dobbiamo fare confusione. Sto vivendo con grande dispiacere il momento negativo, sappiamo come i nostri tifosi seguano la squadra e di conseguenza noi sentiamo il peso della loro passione non ricambiata. A me dispiace molto, ma più che mettercela tutta non so come fare».
Spalletti ha ancora qualche dubbio a centrocampo (Pizarro è recuperato, ma la prestazione di Brighi a Londra lo candida per una maglia da titolare), capitan Totti sta migliorando. «Secondo me è sbagliato dargli la responsabilità in questo periodo difficile. Si dice che il leader sa prendersi quelle giuste nei momenti più difficili e Francesco sta tentando di farlo».