Spalletti, la Juve è dietro l’angolo e Ranieri potrebbe tornare a «casa»

Le attenzioni dei romanisti ieri si sono spostate su Torino, sponda bianconera. Perché l’esonero di Claudio Ranieri ha fatto vagheggiare a molti l’idea dello scambio con Luciano Spalletti, destinato secondo molti a sostituire l’ex trainer del Chelsea in Piemonte.
Ne hanno parlato le radio che, col timore di veder sbarcare sulla panchina romanista Mazzarri, hanno cancellato in pochi istanti le paure e le remore che avevano sul canuto testaccino. Fantacalcio? Chissà. Fatto sta che Spalletti - a quanto dicono i bene informati - non sta più bene a Roma (almeno con questa dirigenza) e Ranieri potrebbe essere l’uomo giusto per la successione. Un po’ perché i papabili non piacciono per carattere e spocchia (Mazzarri, appunto), un po’ perché considerati troppo giovani, come nel caso di Marco Giampaolo e Massimiliano Allegri. Tutto tace nel frattempo sul fronte societario, vige il silenzio assoluto pena il rischio di veder sfumare l’operazione. Perché la famiglia Sensi vuole che si tratti solo con i suoi incaricati, e non c’è verso di tirare un fiato dalla bocca dei diretti interessati.
In compenso parlano gli addetti dell’informazione. Fabio Alescio (il primo che tirò fuori l’ipotesi del cambio di proprietà) assicura che siamo alle battute conclusive («La sensazione che ho, ma non credo di essere così bravo con i tempi, è che in un paio di settimane, anche prima, dovrebbe chiudersi. Noi però osserviamo dall’esterno e traiamo conclusioni che possono essere affrettate per il desiderio di informare»), mentre è ovvio che a questo punto si cerchi in tutte le maniere di sviare qualsiasi indiscrezione. Al Bernardini, per non saper leggere né scrivere, si pensa alla trasferta di Milano. Che sarà affrontata senza lo squalificato De Rossi, a coronamento d’una stagione disgraziata in tutti i sensi. La sesta posizione in classifica rappresenta ormai l’unica porta per accedere all'Europa League. All’ultima giornata, i giallorossi giocheranno contro il Torino in casa, contro una squadra affamata di punti. Fra 180 minuti cala il sipario sul campionato. Stavolta c’è fretta di tornare dietro le quinte per tentare di ripartire col piede giusto. In Europa o meno, poco conta. Possibilmente, però, con una squadra degna di tal nome. Quella di quest’anno è piaciuta, davvero, a pochi.