Spalletti: "Mazzone? Il tecnico della Roma sono ancora io..."

De Rossi: "Lo spogliatoio non è spaccato e non ci siamo ancora stufati di lui". Stasera i giallorossi affrontano il Chelsea all'Olimpico

Roma - Per la Roma in caduta libera (cinque partite di fila perse nell’ultimo mese), la Champions è più che una ciambella di salvataggio. La conquista di un posto fra le prime quattro in campionato appare già compromesso, restare dunque aggrappati all’Europa diventa l’obiettivo principale. Nell’ultima stagione l’approdo ai quarti fruttò alle casse giallorosse la bellezza di 29,8 milioni. Un patrimonio prezioso, perderlo significherebbe ridimensionamento e cessioni eccellenti a giugno. Ecco che la sfida con il Chelsea ha il sapore di ultima spiaggia per la Roma dall’aspetto di un naufrago in balia delle onde.

Che quest’estate aveva provato a sedersi sulla panchina inglese. Ora gli inglesi (corsari all’Olimpico cinque anni fa con un travolgente 4-0 alla Lazio) potrebbero cominciare a spodestarlo da quella romanista. Anche se le voci del traghettatore Mazzone non sembrano preoccuparlo. «È stato un grandissimo allenatore, ma quello della Roma sono ancora io...», ripete con fermezza. Precisando di non aver paura della situazione: «Trasmettere timore alla squadra sarebbe la cosa peggiore che un tecnico possa fare in questo contesto».

Problema dunque più psicologico che fisico, anche se i continui infortuni hanno avuto il loro peso. «Per risolverlo si può anche massaggiare la testa dei ragazzi - dice Spalletti - facendogli rivedere, insieme agli errori commessi, ciò che hanno sviluppato bene per mantenere quell’autostima legata ai risultati degli ultimi tre anni». Spariti improvvisamente, tanto che da settimane ci si interroga sui motivi di una crisi inarrestabile. «I problemi nascono e continuano per quello che fanno l’allenatore, la squadra e la società», sottolinea De Rossi. Un messaggio che allarga le responsabilità della drammatica situazione anche ai dirigenti.

Colpevoli, forse, di mettere poco la faccia mentre tecnico e giocatori sono costretti a confrontarsi con il manipolo di tifosi «parcheggiati» davanti a Trigoria. «Noi sentiamo che a livello di critica è l’allenatore che paga di più in questo momento - continua il centrocampista -. Dire che con il Chelsea giocheremo per lui mi sembrerebbe di fare il melodrammatico, ma di sicuro noi speriamo che lui resti saldo sulla panchina. Da tanto tempo ci diciamo che dobbiamo ritrovare la brillantezza ed è proprio questa la caratteristica del metodo Spalletti. Non siamo affatto annoiati da lui, avete delle informazioni non corrette». Come dire, basta parlare di contrasti con il tecnico nello spogliatoio. La sensazione è che Spalletti stia cercando di ricompattare il gruppo attorno a sé per venire fuori dalle sabbie mobili. L’abolizione del ritiro è stata già una grande vittoria. «Noi siamo contro, ma non perchè usciamo per andare a divertirci - precisa De Rossi -. I risultati dello scorso anno dimostrano che non serve a nulla, meglio stare con le famiglie che guardare il soffitto». Stasera ci sarà anche Totti: lavoro differenziato anche ieri (come Juan e Tonetto), ma entrando a Trigoria ha assicurato ai tifosi che giocherà.

«È un calciatore fantastico, quando si perde uno come lui è come perderne diversi. A Spalletti dico di lavorare duro e tanto, come già sta facendo», dice il tecnico del Chelsea Scolari che dice di puntare al pareggio e annuncia il mancato impiego (almeno all’inizio) di Drogba. Spettatore d’eccezione in tribuna Michel Platini, prevendita fiacca a Roma, ma ci saranno 3.600 tifosi dei Blues. A loro il capitano Terry ha raccomandato «massima prudenza e un comportamento ragionevole», ripensando a quanto accadde prima di Roma-Manchester.