Spalletti il serafico: «Ci mancava solo l’entusiasmo»

Dal tecnico complimenti a Totti e grandi lodi per Mexes (che fa un pensierino anche alla nazionale francese)

Fabrizio Aspri

Giù il cappello. La Roma targata Spalletti, trascinata da un Totti strappa-applausi, archivia la pratica Lucarelli e infila l’ottava vittoria consecutiva: sei in campionato, due in coppa Italia. Tre reti, giocate doc e pratica riposta in archivio. L’ennesima conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che la Roma attuale è la squadra più in forma di questo bel torneo.
Il capitano, al ritorno in campo dopo due turni ai box, segna, incanta e firma l’assist per la terza chicca del brasiliano Taddei. Il Livorno? Non può far altro che limitare i danni. Ma nulla può al cospetto della ferrea, dura legge dei numeri. Tanto per cominciare cade l’imbattibilità esterna di Amelia, «bucato» dopo 391 minuti. Ma non finisce qui: si interrompe la striscia positiva esterna del club di Donadoni, dopo quattro gare, tre vittorie e un pareggio. La Roma, da par suo, conquista il quinto posto e lancia un’importante sfida alla Fiorentina in vista della corsa che vale l’Europa che conta. «Totti? È stato bravo a metterci qualcosa di suo - spiega Spalletti - perché la partita era molto difficile. Il Livorno è un’ottima squadra, trovare spazi era complicato. I ragazzi stanno interpretando al meglio le partite e meritano l’attenzione che hanno in questo momento. Avevamo solo bisogno di un po’ di entusiasmo, di fiducia. Con questi centrocampisti, che hanno passo e resistenza, diventa tutto più facile. Perrotta, per esempio, è quello che ha promosso la maggior parte delle palle offensive. Ora siamo anche la terza difesa del campionato. Mexes? È stato imbarazzante per bravura, forza e precisione».
Lodi, elogi, spruzzate di ottimismo. Ma, soprattutto, iniezioni di fiducia. Messaggi che arrivano, puntuali, ai destinatari. «Ringrazio Spalletti per le belle parole», spiega Mexes. Che dopo i fasti giallorossi, sogna in grande ma resta con i piedi per terra. «Il mondiale con la Francia? Ci penso. Ma prima voglio fare cose importanti qui, con la maglia giallorossa. Voglio dimostrare a tutti che sono capace di giocare a certi livelli. Desidero dare gioia a questo stadio. Giocando in questo modo – conclude il difensore - possiamo andare lontano. Ormai siamo uniti. E, soprattutto, siamo tutti leader».
Dal campo agli spalti. O meglio a quanto accaduto fuori dalle mura dell’Olimpico. Prima del match, tre tifosi della Roma sono stati arrestati e un quarto (minorenne) denunciato in stato di libertà, per aver lanciato sassi contro le forze dell’ordine che scortavano 700 tifosi del Livorno verso lo stadio Olimpico. Un paio di agenti sono rimasti feriti e alcuni mezzi della polizia danneggiati. I poliziotti, presi in consegna i tifosi ospiti, li hanno scortati all'interno dello stadio, fino ai distinti Nord. Un’ottantina di sostenitori della Roma, alcuni a volto travisato, alla vista dei supporter avversari hanno iniziato a lanciare sassi e altri oggetti. Gli agenti hanno reagito una prima volta con una piccola carica. Poi il lancio è ripreso. Subito dopo, i poliziotti, hanno fermato i quattro con le accuse di danneggiamenti di beni dello Stato.