Spalletti si consola: «La strada resta lunga»

La terza caduta stagionale è quella che fa più male per la Roma di Spalletti. Che non sa più fare punti in trasferta e soprattutto sembra incapace di dare continuità ai progressi esibiti. Accadde a Genova, dove si vanificò la vittoria di tre quattro giorni prima con la Reggina. È accaduto di nuovo ieri a Siena, dove la Roma ha incredibilmente rovinato una settimana iniziata con la vittoria sull’Atalanta e proseguita con il colpo di Bordeaux. Colpa delle tante assenze, della difficoltà a creare occasioni e di realizzarle una volta create, delle due espulsioni figlie del nervosismo. Così Siena diventa per il secondo anno consecutivo il crocevia decisivo del campionato giallorossi. E a poco vale la consolazione che almeno ieri si è evitato il bis dell’umiliazione del febbraio scorso, che sembrava vicina in 9 contro 11.
È uno Spalletti assai abbacchiato quello che ci mette la faccia in sala stampa. Il tecnico toscano (mai profeta in patria) non se la prende con lo spirito («per certi versi lo abbiamo esibito») e in fondo nemmeno con il gioco («noi non siamo stati male in campo fino al loro gol. Ed eravamo in partita anche nel secondo tempo») e contrariamente al dopo-Marassi non se la prende con l’arbitro malgrado la «quadrupla» ammonizione che ha lasciato la squadra in nove («ci sono valutazioni diverse su un fallo, dentro la fatica della partita. Quando le cose non ti riescono e ci tieni ti arrabbi. Mancanza di tranquillità e di risultati ci spingono ogni tanto a questi atteggiamenti scriteriati»). E allora? Qual è la chiave della sconfitta del Franchi? Intanto il Siena: «Complimenti a loro, hanno giocato bene è stato difficile mettere uomini davanti al portiere. Loro sono stati bravi a segnare». Poi gli episodi: «Quando si gioca contro squadre organizzate come il Siena non si possono creare 10 palle gol: o vai sulle situazioni sporche o su quelle 2-3 che ti sei creato devi fare gol. Non c’è stata solo la palla gol di De Rossi, ma anche quella di Taddei che ha scelto di tirare, così come Aquilani che aveva Menez che entrava e ha preferito calciare: De Rossi in particolare non ha visto Taddei, per quello che sarebbe stato un gol facile». E ora? «Cerchiamo di migliorare situazione per situazione. Dopo la sosta speriamo di recuperare qualche giocatore». Ma il campionato non è compromesso: «La strada è lunga, spero di avere un giusto numero di giocatori a disposizione per poterci rialzare». Insomma, benedetta nazionale...