Spalletti teme l’Empoli

Per la Roma l’emergenza non finisce mai. Anche oggi a Empoli, per la prima partita del ciclo più abbordabile dopo una prima metà di girone da incubo, l’elenco degli assenti è lungo. Nella lista dei convocati mancano ancora per infortunio capitan Totti, Taddei, Panucci, Andreolli, più o meno vicini al ritorno in campo. E poi De Rossi, squalificato. Ma non è questo solo a preoccupare Luciano Spalletti, che parla addirittura di «una partita difficilissima». Addirittura? Dopo aver battuto in quattro giorni Milan e Lazio? Proprio così. «Le insidie maggiori nascono proprio dalle gare di questo tipo», garantisce il tecnico romanista, che proprio a Empoli ha trascorso una fetta non trascurabile della sua carriera di calciatore e di allenatore.
Il fatto è che i giallorossi arrivano a questa sfida non meno importante delle precedenti (anche per la coincidenza con Juventus-Inter, che potrebbe consentire alla Roma di guadagnare terreno lì davanti) dopo un tour de force non indifferente. «Questa partita per noi arriva dopo tre o quattro gare difficili. Loro l’avranno preparata bene: per questo sarà un impegno difficilissimo». In fondo è stato lo stesso Totti a dire dopo la vittoria nel derby che «lo scudetto si vince battendo le piccole». E pazienza se la battuta non è piaciuta ai cugini. «Le reazioni - dice Spalletti- forse sono state un po’ esagerate, soprattutto considerato quello che era stato detto dopo il derby vinto da loro. Le risposte sono state cattivelle». Al di là dello sfottò, Spalletti condivide il concetto espresso dal numero 10 giallorosso: «Francesco voleva dire che bisogna vincere attraverso una continuità di risultati. Definire piccole queste squadre è sbagliato: non esistono le piccole, visto che queste formazioni vanno a vincere a Milano contro il Milan».
Perdurando l’assenza di Totti, spazio ancora a Mirko Vucinic. Solo che quello che appariva dieci giorni fa come un ripiego, ora sembra quasi la scelta tecnica più logica, vista la vena del montenegrino. del capitano. «Vucinic è un ottimo giocatore e deve continuare così», dice Spalletti. Che poi previene qualsiasi polemica sull’assetto dell’attacco romanista quando tornerà Totti. «Prima sbagliavamo a non prendere un attaccante perché Vucinic non piaceva. Adesso si vuole intaccare la squadra. Continuiamo su questa strada, è quella corretta». Il tecnico torna anche sul presunto caso legato al malumore di Mancini, che non avrebbe gradito la sostituzione nel derby. «Non mi è sembrato che abbia preso male le sostituzioni. Non ha fatto la preparazione e può fare di più: se lo vedo stanco, continuerò a sostituirlo. Oltretutto, quest’anno abbiamo risolto diversi match grazie a chi è subentrato a gara iniziata». Oggi comunque il brasiliano sarà capitano. Una responsabilità che dovrebbe motivarlo ancora di più».