Spalletti come Totti: «Siamo forti, ma non da scudetto»

Jacopo Granzotto

L’ha detto Panucci, l’ha ribadito Totti. E a mister Spalletti, figurarsi, non è rimasto che sottoscrivere: questa Roma è forte, ma non è da scudetto. Perlomeno, non dichiaratamente. «Occhio a non essere presuntuosi. Fa bene Francesco a mantenere il basso profilo nelle conferenze stampa - spiega il tecnico-. D’altronde ci sono squadre forti come il Palermo, l’Udinese, la Lazio, la Fiorentina... ». Già, forti e penalizzate. E se la Roma, caro Spalletti, giocasse a nascondino?. «Per carità, il fatto è che non si deve pensare di essere i più bravi, né snobbare nessuno. Ci sono squadre che ci possono mettere in difficoltà. Il nostro obiettivo è creare problemi a chi sulla carta ha qualcosa in più di noi».
Spalletti non nega che il mercato negli ultimi giorni gli abbia regalato campioni come Pizarro e Vucinic. Ottimo, ma forse non il massimo della vita. «La società si è mossa bene sul mercato, abbiamo abbassato il monte ingaggi, usato la nostra disponibilità e ci siamo migliorati rispetto allo scorso anno, sono contento, ma ciò non significa che siamo i migliori».
Il cileno Spalletti lo conosce a memoria, gli altri meno. «Vucinic è un calciatore molto tecnico, che mi sta bene, perché noi vogliamo giocare la palla a terra, non ci interessano i lanci lunghi». Poi c’è il problema di Martinez. Spalletti non nasconde qualche preoccupazione per le condizioni del giocatore. «Ha un problema al ginocchio, lo abbiamo trovato peggio di quanto ci avevano detto, pensavo fosse pronto. Dopo l’infortunio al mondiale si è fermato. Si tratta di dover aspettare qualche settimana e non 15 giorni come pensavamo.
L’unico dolore arrivato dal mercato è stata la cessione di Cufrè al Monaco. «Volevo ringraziarlo - continua Spalletti-. Lui è stato bravo a giocare in un ruolo non suo, dando la massima disponibilità». Ora però il dubbio è che nel ruolo di esterno sinistro la Roma sia rimasta scoperta. «C’è Panucci che può ricoprire quel ruolo, così come Tonetto e Martinez».
Ad ogni modo, vista anche l’abbondanza di centrali, Spalletti apre alle varianti. «In qualche partita potremmo anche pensare di giocare a tre in difesa, anche perché abbiamo giocatori che fanno bene tutta la fascia, anche se la base sarà quella dello scorso anno, con la difesa a quattro». E poi c’è Totti che continua a dichiarare di voler giocare da centravanti anche dopo l’arrivo di Vucinic. «Totti rende sia da prima punta che da trequartista. È intelligente, si adatterà a giocare in base alle esigenze della squadra. Lui può fare il suo miglior campionato quest’anno, e battere anche il suo record di gol».
E la prima riprova ci sarà oggi, nell’ultimo test con la Juve a Pescara. «Ma farà comodo soprattutto a chi ha giocato meno». Non ci saranno Panucci, Taddei e Totti, Vucinic e Martinez oltre ai nazionali.