Spanair, a Napoli 20 giorni fa lo stesso guasto

La denuncia di un gruppo di turisti italiani: "Eravamo in partenza per Rodi, scintille dal motore di un Airbus 320. Poi da Madrid è arrivato un Md82 come quello dell'incidente di ieri"

Napoli - Vedere quelle immagini in televisione. Un brivido lungo la schiena. Gianluca Melillo, 20enne studente universitario napoletano, vede l'incidente del volo Spanair all'aeroporto Barajas di Madrid e non riesce a non pensare al pomeriggio del 30 luglio. "Eravamo a Capodichino, in partenza da Napoli per Rodi". Il viaggio delle tanto sospirate vacanze, come quello che ieri pomeriggio avrebbe dovuto portare i 153 passeggeri dell'Md82 fino a Gran Canaria. Stessa compagnia. L'aereo è diverso.

Scintille dal motore Quello che sta rullando sulla pista di Capodichino è un Airbus 320, numero di volo JK 4638. Nel racconto le fasi ripercorrono lo svolgersi degli eventi di ieri a Madrid. "Il pilota si è portato sulla pista e ha accesso i motori - racconta il giovane -. Poi, quando sembravamo pronti per partire, ha bloccato tutto. Ci ha comunicato dall'interfono della cabina che uscivano scintille da uno dei motori". Qui, per fortuna, le cose per i turisti italiani prendono una piega diversa. "Ci hanno fatti sbarcare - continua Melillo - in attesa che riparassero il guasto".

Dopo 8 ore arriva l'Md82 I minuti si rincorrono, l'ora della partenza non arriva più. "Ci hanno abbandonati nel terminal. Non un'informazione, nessuna notizia, niente di niente" ricorda Gianluca. Il decollo per Rodi sembra sfumare. Ma la comitiva è grande: sono in 20, della stessa compagnia, tutti determinati a partire. "Abbiamo fatto suonare l'allarme aprendo tutte le porte antincendio. Allora ci hanno detto di aspettare l'arrivo di un aereo sostitutivo da Madrid". E intorno a mezzanotte a Capodichino arriva un Md82, lo stesso tipo di aereo del disastro di Barajas. "Aveva anche quella scritta aggiuntiva sulla fiancata STAR" le stesse quattro lettere che si intravedono nella carcassa martoriata dall'incidente e dall'incendio del volo JK 5022. Ricordarlo, rivedere quelle immagini dà una sensazione di morte sfiorata.