Spara un colpo al cuore all’amica, poi si uccide

Paola Fucilieri

Come può concludersi una relazione tra un uomo maturo e una donna più giovane? Anche con quel «colpo al cuore» che fa tanto romanzo rosa e che, al contrario, nel nostro caso, deve invece essere preso alla lettera perché è per quel colpo - anzi due, partiti da un fucile a canne mozze - che ieri sera è terminata in maniera tragica e definitiva la storia tra Stephan Wull Schlesinger - aitante sessantenne polacco con passaporto rilasciato a Strasburgo (Francia) - e Ilaria Russo, bruna 37enne di Rozzano, titolare di un’agenzia immobiliare della località, separata ormai sei anni (ma portava ancora la fede al dito, ndr) da un uomo che vive a Milano, padre del suo bimbo di 5 anni che invece vive con lei e i nonni materni.
Li hanno ritrovati ieri sera - ai bordi di un marciapiede di un posto isolato e assolutamente privo di romanticismo, vittime di un omicidio-suicidio - gli operatori del 118. I sanitari hanno avvertito i carabinieri, quindi sono partiti in tutta fretta con l’ambulanza per via Milano, una stradina periferica di Rozzano che costeggia la tangenziale ovest in direzione di Pavia. Questo dopo l’arrivo al loro centralino della telefonata allarmata di una donna che (erano le 19.40) aveva appena sentito due colpi secchi di arma da fuoco, sparati a una manciata di secondi l’uno dall’altro. Così - mentre molta gente è già a tavola con la famiglia - i sanitari arrivano sul posto. Ai bordi di un marciapiede, regolarmente parcheggiata, c’è un fuoristrada Hunday nero. Ma la «normalità» dello scenario finisce qui: la portiera della jeep, che ha le luci accese, è aperta dal lato del marciapiede, quello del passeggero e lì, a terra, supini, uno di fronte all’altro, ci sono un uomo e una donna, entrambi feriti al torace. Per lei, purtroppo, non c’è più nulla da fare: lo squarcio che le ha aperto il cuore è enorme, e, seppure il sangue che esce dalla ferita non sia molto, si capisce che il colpo è mortale, perché sparato da distanza molto ravvicinata.
I sanitari cercano di rianimare invece l’uomo, che sembra molto più giovane dei suoi sessant’anni e respira ancora nonostante sia ferito anche lui all’altezza dello sterno, proprio accanto al cuore. Purtroppo è tutto inutile: il poveretto muore qualche minuto dopo i tentativi di salvataggio, davanti ai carabinieri della compagnia di Corsico.
Sono loro, gli investigatori, che ricostruiscono la dinamica della vicenda e quello che, per un attimo, poteva sembrare un duplice omicidio messo a segno magari da un marito geloso, si rivela invece un omicidio-suicidio, messo a segno dall’uomo che, accanto a sé, ha l’arma che ha sparato, un fucile a canne mozze. Con ogni probabilità, sempre secondo i militari, Wull Schlesinger ieri sarebbe arrivato a Rozzano all’improvviso, sulla spinta dell’emozione e magari senza avvisare Ilaria proprio perché, forse, la donna gli aveva comunicato di non volerlo più incontrare e lui voleva tentare di ripensarci.
Ilaria Russo era una donna libera e amava molto viaggiare. Secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, infatti, sembra più che probabile che abbia conosciuto il suo maturo ammiratore durante uno dei suoi giri intorno al mondo. Tra i due era nato sicuramente qualcosa, ma di quale natura fosse questo legame per il momento non si sa perché la Russo sembra avesse tenuto i famigliari della Russo all’oscuro della cosa (elemento confermato anche dal luogo appartato scelto per il loro ultimo incontro). Tutto fa pensare che si trattasse di una storia sbocciata da poco (e magari solo per lui?) durante uno dei tanti viaggi di Ilaria Russo. Comunque era qualcosa a cui la donna pare non volesse dar seguito.
Restano tanti interrogativi che, forse, si chiariranno dalle testimonianze delle amicizie della Russo.