Spara al padre mentre dorme: «Voleva uccidermi»

Il giovane ultimamente soffriva di depressione Dopo il delitto si è nascosto nel bosco dietro casa

Claudio Barnini

Ha ucciso l’anziano padre a colpi di fucile nel letto di casa e poi è scappato. Ma la sua fuga è durata lo spazio di una mattina: i carabinieri lo hanno arrestato poco distante dal luogo del delitto, in provincia di Latina, in stato confusionale. «Temevo volesse uccidermi», questa l’unica spiegazione finora fornita dall’uomo ai militari dopo tre ore di interrogatorio secondo quanto riportato dall’avvocato Giorgio Maria Pompei. Un delitto inspiegabile, una tragedia che ha sconvolto la vita della famiglia Savo, in via Montagna 45.
Erano da poco passate le 6. Giuseppe Savo, agricoltore sessantacinquenne, dormiva ancora nel letto quando il figlio Claudio, 35 anni, ha imbracciato un fucile da caccia calibro 12, uno di quelli a doppia canna ed ha colpito mortalmente l’uomo ad un fianco. Un raptus, una rabbia improvvisa: nessuna lite quella mattina, né pare che tra i due ci fossero state tensioni ultimamente. Di certo c’è solo che il giovane viveva da tempo un grave disagio psicologico, una depressione accentuata probabilmente anche da una personalità schiva e riservata.
Subito dopo aver sparato, Claudio Savo ha cercato la fuga. Ma non è andato lontano: si è nascosto nella vegetazione che è attorno alla zona retrostante dell’abitazione, sempre in zona Zoccolanti, alla periferia di Sezze. Una vicina di casa, allertata dagli spari, lo aveva notato poco dopo dirigersi sconvolto verso quei boschi ed aveva avvisato i carabinieri. Lì lo hanno trovato i militari dopo qualche ora, verso mezzogiorno. L’uomo era in stato confusionale, ma ha tentato comunque un disperato gesto per mettersi in salvo: due colpi in aria dei carabinieri hanno messo fine alla sua delirante mattinata. Giuseppe Savo è morto praticamente sul colpo.
La vittima viene descritta dai vicini come un gran lavoratore, dedito alla famiglia, mentre il figlio, ultimo di tre fratelli, come un ragazzo con dei problemi. Senza lavoro, aveva fatto lo stagionale nell’azienda «Cirio», che poi ha chiuso e questo gli avrebbe creato dei problemi. In un primo tempo sembrava che il delitto fosse avvenuto davanti agli occhi della moglie della vittima. Quest’ultima, invece, era in un’altra struttura della casa, adiacente a quella dove è avvenuto il delitto, intenta a preparare la colazione. È stata una delle nuore di Giuseppe Savo, verso le 7, a scoprire il corpo dell’anziano e a dare il via alle ricerche dell’assassino.
Le indagini sono svolte dagli uomini dell’Arma della compagnia e del reparto operativo di Latina. Secondo le prime ricostruzioni l’anziano dormiva ancora nel suo letto, in via Montagna, quando il figlio ha sparato con il fucile da caccia a doppia canna, lasciato accanto alla vittima, ha detto il sostituto procuratore Raffaella De Pasquale. Claudio Savo ha un piccolo precedente per furto ed era stato fermato in passato per possesso di sostanze stupefacenti leggere. I carabinieri hanno sequestrato l’arma - che era legalmente detenuta dalla vittima - e il pacco di cartucce acquistato dal figlio. Probabilmente per l’uomo, portato in carcere a Latina, verrà chiesta una perizia psichiatrica.