Spara al volto del figlio e si uccide

«Non posso pensare di lasciare questo figlio che ho tanto amato da solo in questo mondo. Perdonatemi». La tragedia del dolore e della solitudine si consuma alle 9, nell’abitazione di via Aglietto, a Savona, dove Francesco Spada, 88 anni, originario di Noto (Siracusa), spara un colpo di pistola calibro 6.5 al volto del figlio adottivo, Pophillat Spada Regis, di 35 anni, ferendolo in modo grave. Poi rivolge l’arma contro se stesso. Ma prima l’anziano ha scritto due biglietti alle figlie sessantenni che abitano a Milano, Massima e Carmela. Le due lettere sono state trovate dai poliziotti della squadra mobile sul tavolo della cucina-salotto dell’appartamento nel quartiere dell’Oltreletimbro a Savona, che l’anziano, dopo la morte della moglie Rosaria, tre anni fa, divideva con Pophillat. Ormai fiaccato nei movimenti dai numerosi acciacchi della vecchiaia, Spada, conosciuto e apprezzato in città per la sua ex professione di barbiere, trovava grossa difficoltà a prendersi cura del figlio, accolto in casa quando aveva cinque anni. A scoprire il corpo senza vita dell’anziano sul divano e quello del figlio agonizzante scivolato a terra (poi deceduto all’ospedale San Paolo) è stata un’amica di famiglia. La donna era stata avvisata da una delle figlie preoccupata perché il padre non rispondeva al telefono.