Sparatoria in via Alserio Nel mirino della ’ndrangheta i posteggiatori abusivi

Regolamento di conti per uno sgarbo occasionale e del tutto casuale o qualcosa di più consistente, magari legato alla criminalità organizzata calabrese? Quando i poliziotti delle volanti e poi quelli della squadra mobile l’altra notte, intorno all’una, giungono in uno dei parcheggi abusivi della zona Farini, all’angolo tra via Alserio e via Boltraffio, a terra non ci sono né feriti né sangue. Solo cinque bossoli calibro 6.35.
Eppure le numerose chiamate giunte al 113 e i testimoni sul posto parlano chiaro: «Chi ha sparato i colpi di pistola era in compagnia, a bordo di una Ford Focus. E si è volatilizzato dopo aver colpito uno dei tanti parcheggiatori abusivi della zona. Quest’ultimo, insieme ad alcuni connazionali, è scappato su una Toyota Yaris parcheggiata lì e con le chiavi inserite dentro. L’ha rubata, insomma».
Tanti elementi della vicenda appaiono subito chiari, consuetudini radicate. Come i posteggiatori abusivi albanesi che affollano la zona nei fine settimana e che, per i residenti, non costituiscono di certo una novità. L’area - stretta tra via Farini e via Stelvio - ha infatti una forte densità di locali notturni, presi d’assalto nel fine settimana: l’«Alcatraz» e il «De Sade» di via Valtellina, il «Blue Note» di via Borsieri per citare i più noti.
Tuttavia sono anche tante le cose che non tornano. Innanzitutto il piccolo calibro dei bossoli, 6.35., sparati da un’arma tascabile, solitamente adoperata per uso personale, ma non certo usata da dei balordi. Che hanno potrebbero essersi fatti giustizia sommaria dopo un evento episodico e circoscritto all’altra notte, ma anche semplicemente aver lanciato un avvertimento legato a qualcosa di ben più complesso.
La caccia alle due vetture (di cui i testimoni hanno preso le targhe) dura poco: a Quarto Oggiaro i poliziotti delle volanti risalgono al proprietario della Ford, un calabrese con numerosi precedenti alle spalee. L’uomo non sembra essere stato presente in auto al momento del fatto, ma poiché durante la perquisizione domiciliare gli trovano un’arma ben diversa dalla 6.35 che ha sparato in via Alserio (cioè una pistola da mafioso in piena regola) viene fermato e portato in questura. L’interrogatorio, in presenza del suo avvocato, va avanti tutta la domenica.
Gli inquirenti si muovono con discrezione: Quarto Oggiaro è una zona «calda» soprattutto da sabato 4 agosto quando, Francesco Carvelli, 22 anni - incensurato, esponente dell´omonimo clan di origine calabrese che controlla il mercato della droga del quartiere - è stato trovato cadavere al parco delle Groane, a Garbagnate. «Ma che la criminalità organizzata abbia un ruolo in tutta questa faccenda è ancora da stabilire» sottolinea cauto Francesco Messina, dirigente della squadra mobile.