Sparatoria in farmacia Militare fuori servizio colpisce un rapinatore

Ha scelto il momento sbagliato per assaltare la farmacia, dentro il locale infatti c’era un maresciallo del nucleo radiomobile che gli ha subito intimato di arrendersi. Il rapinatore però ha cercato di sopraffare il militare, ferendolo alla mano con il coltello. Il sottufficiale a quel punto ha estratto la pistola, sparato, ferendo il bandito a una gamba, riuscendo finalmente a immobilizzarlo. È una vecchia conoscenza, Fabrizio Dezzi, 32 anni pregiudicato di Corsico, gli ultimi otto passati dentro e fuori la galera.
Sono da poco passate le 18 in via Rembrandt 22, dentro la farmacia della dottoressa Elena C. ci sono la titolare, tre suoi collaboratori e quattro clienti. Tra i quali appunto un maresciallo fuori servizio, poco meno di 50 anni, trenta dei nell’Arma, sposato con una bimba piccola. Viene descritto come «generoso, coraggioso, dinamico e sportivo, un vero esempio per il reparto». È in servizio sulle gazzelle, anzi è il «comandante di squadra» cioè il responsabile dell’intero turno su strada. Quello che viene mandato sugli interventi più delicati. Insomma uno tosto.
In quel momento entra il rapinatore armato di coltello, che grida il solito «Fermi tutti questa è una rapina». Sentendosi però rispondere «Fermo tu, io sono un carabiniere». Il pregiudicato ha alle spalle già diversi anni di carcere, dove evidentemente non vuole tornare, quindi reagisce e ingaggia una violenta colluttazione con il sottufficiale. Nella lotta il bandito riesce a ferire con una coltellata alla mano il militare che a questo punto non può fare altro che estrarre l’arma. Non è ancora chiaro quanti colpi siano partiti, uno comunque centra il malvivente a una gamba atterrandolo. Il sottufficiale ha sparato volutamente per neutralizzare il malvivente senza ucciderlo. Parte l’allarme, arrivano altri equipaggi dell’Arma e le ambulanze del 118. Il maresciallo finisce al pronto soccorso del Policlinico, dove ha ricevuto la visita dei vertici provinciale dell’Arma. La ferita non è seria e viene dimesso in serata. Il bandito viene invece portato al San Carlo, dove rimane piantonato, anche lui non dovrebbe essere grave: il proiettile gli avrebbe trapassato la gamba senza fare grossi danni.
Si tratta come detto di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è stato infatti arrestato per la prima volta proprio dai carabinieri nel maggio del 2003 in un appartamento di via Curiel a Corsico. Diazzi, allora incensurato, si stava dividendo con tre complici i seimila euro appena rapinati in un supermercato. Qualche ora prima infatti la banda aveva assaltato il Pam di via Foppa, ma era scattato l’allarme e un’auto civetta dei militari aveva intercettato la loro vettura in fuga. Seguita poi senza intervenire fino a quando i quattro si erano rifugiati in casa di uno dei quattro per spartirsi il bottino. Oltre al denaro, in quell’occasione i carabinieri avevano trovato due pistole e numerosi attrezzi da scasso. Alla banda vennero poi contestate altre dieci rapine sempre in supermercati, tra Corsico e Trezzano sul Naviglio, con un bottino di oltre 100mila euro. Condannato, Diazzi passa qualche tempo in galera quindi inizia la solita trafila che lo porta dentro e fuori da San Vittore. Ma questa volta la condanna, vista la recidiva e l’aggressione al carabiniere, si prospetta piuttosto pesante.