Spariscono e riappaiono, è giallo sui viaggi delle statue della Madonna

Mistero tra Padova e Vicenza: una decina di figure della Vergine rubate e poi ricomparse in luoghi inusuali. Alcune "ricollocate" in mezzo a rotonde e incroci, altre in parchi giochi

Vicenza - A Vicenza le Madonnine compaiono, d’incanto, per abbellire le rotatorie o, forse, per renderle più sicure chiedendo intercessione a chi ha più poteri dell’assessore alla viabilità. A Padova e nei colli Berici, invece, le Madonnine spariscono, rubate dai capitelli per chissà quale misterioso motivo, visto che il valore materiale delle statue trafugate è trascurabile. Ma forse qualcuno ha deciso di «liberarle», un po’ come accade ai nanetti colorati da giardino.
È un’estate misteriosamente mariana, quella che sta scorrendo tra le province di Vicenza e Padova. Un modo singolare, butta là chi se ne intende, per celebrare il centocinquantesimo anniversario delle apparizioni di Lourdes.

A mescolare le carte in questo intrigo di simboli sacri ci ha pensato l’ultimo ritrovamento di una statuina a Teolo (Padova), in un parco giochi. La stessa Teolo che, il 9 agosto scorso, si era svegliata col capitello di Fonte Canola saccheggiato: la statua alta 90 centimetri e del peso di 90 chili, raffigurante la Madonna di Lourdes, non c’era più, portata via di notte, da chissà chi. Nicola Quagliato, proprietario del capitello, ha presentato subito denuncia ai carabinieri di Bresseo. Quando, nei giorni scorsi, alcuni ragazzini giocando al parco del Donatore, nel quartiere di San Biagio, a Teolo, si sono imbattuti in una statua di gesso della Madonna di Lourdes, il giallo sembrava risolto.

«Signor Quagliato, venga subito in caserma, forse abbiamo trovato la sua statua». Il tono dei carabinieri era speranzoso. Del resto, non ci vuole Sherlock Holmes per dichiarare chiuso il caso: sparisce una statua della Madonna a Teolo, si ritrova una statua della Madonna a Teolo, tutto a posto. «Purtroppo quella statua l’ho lasciata in caserma - ha detto sconsolato Quagliato -. Non era quella che mi è stata rubata. Io spero che salti fuori, nell’attesa ho messo due statuine di poco valore. Poi, quando la trovo, state certi che ci metto una grata di ferro per impedire che me la portino via di nuovo».
Nei vicini colli Berici, intanto, si sarebbero fatti vivi altri ladri sacrileghi, o forse sono gli stessi, chi lo sa. Da due capitelli di Lumignano, frazione di Longare (Vicenza), sarebbero sparite altre due Madonnine. Anche queste di scarso valore commerciale, ma di grande valore spirituale per gli abitanti della zona. Ma la notizia è avvolta dal dubbio e da Lumignano non arrivano conferme.

In compenso, dal mese di luglio, in diversi incroci di Vicenza città, sono comparse e continuano a comparire diverse statue mariane, con tanto di piedistallo. Sono tutte uguali, alte una trentina di centimetri, sistemate su una colonna di cemento. Non si sa chi le abbia messe, anche se non è stato difficile risalire a chi le costruisce. È un quarantenne di Arzignano, lavora in un’impresa edile, e la devozione mariana della sua famiglia arriva da lontano, da quando, per la precisione, suo padre ebbe un terribile incidente stradale. Il camion su cui viaggiava precipitò per una decina di metri e lui uscì illeso. In quel luogo, il ponte di San Zeno, venne messa una statuina della Madonna che, negli anni Novanta, qualcuno pensò bene di decapitare. Di qui la passione per il genere.

Comunque sia, il produttore di questi simboli sacri non c’entra con la distribuzione agli incroci di Vicenza e, da qualche settimana, anche ai crocicchi e alle rotonde di Brendola, Altavilla Vicentina e Arzignano. Lui si limita a vendere o a regalare le statue. Statue che, per inciso, al momento nessuno ha pensato di rimuovere. Non ci sono statistiche al riguardo, ma pare che gli incidenti siano diminuiti e che, quindi, lo scopo dello spacciatore di preghiere sia stato raggiunto. Il signor Quagliato di Teolo, eventualmente, sa a chi rivolgersi per ridare santità e serenità al proprio capitello.