Sparkling al muro: «Cercasi patron o sarà fallimento»

La società di volley ha un mese di tempo per iscriversi al campionato. Lapo Elkann si defila, ora tocca al Comune

L’ultimo grido di dolore dello sport milanese è quello lanciato dalla Sparkling, la squadra che ha provato a riportare il grande volley al Palalido quattro anni dopo l’amara uscita di scena dell’Asystel. Adesso la società di Claudio Giovanardi, il patron venuto da Sassuolo, sembra destinata a percorrere la stessa strada: meno di un mese di tempo per sapere se sopravviverà o dovrà chiudere i battenti. Una situazione precipitata negli ultimi mesi tra giocatori senza stipendio, minacce di sciopero, ultimatum, insomma cose da terzo mondo dello sport, non da città che si candida a capitale mondiale con l’Expo del 2015.
Una Sparkling che nonostante tutto è riuscita a sfiorare la qualificazione ai playoff, ma che poi ha dato lo sciogliete le righe, inevitabile, preannunciato, aspettando buone notizie che non sembrano arrivare mai. Giocatori in attesa di destinazione, staff tecnico e societario in fuga, l’amministratore unico Giovanardi bloccato a Sassuolo da motivi di salute, il presidente onorario Lapo Elkann, che solo sei mesi fa annunciava trionfalmente il suo appoggio all’iniziativa del volley milanese, defilatosi completamente. A reggere le fila del discorso e a cercare una difficile via d’uscita resta Alessandro Allara, uno dei pochi consiglieri della società che non hanno abbandonato il loro posto, professionista nel campo delle scommesse sportive, chiamato a una scommessa veramente complicata. «Ci diamo un mese di tempo, ma ai primi di giugno scadono i termini per l’iscrizione al prossimo campionato e quello sarà il momento della verità».
Intanto Allara sta provando tutte le strade, anche se le delusioni non mancano: «Ho lanciato anche una sottoscrizione per salvare il volley milanese, ma le risposte sono state disastrose. Praticamente una decina di adesioni, benemerite ma inutili». Ha chiesto aiuto alla federazione: «Disponibile, certamente. Ma a medio termine, quando sarà pronto il centro federale previsto al Pavesi con un palazzetto da mille posti che per noi sarebbe gratuito. Ma fino a quel momento dovremmo continuare a svenarci per affittare il Palalido: 7.000 euro a partita».
Non resta che provare l’ultima carta, ovvero cercare di coinvolgere un Comune solitamente refrattario alle problematiche dello sport, come dimostra lo stato pietoso dell’impiantistica: «L’assessore Terzi e forse anche il vicesindaco mi hanno dato un appuntamento per il 12 maggio», spiega Allara e può essere già soddisfatto, visto che ad altre realtà cittadine non viene nemmeno concesso questo privilegio. «Sarà un incontro importante, perché adesso mi aspetto i nomi degli imprenditori che l’assessore avrebbe intenzione di coinvolgere. Dicevano che la pregiudiziale era l’uscita di Giovanardi: ebbene il nostro patron è pronto a cedere il passo e la società, Terzi ci dica chi è pronto a rimpiazzarlo».