A spasso nei luoghi nascosti della Liguria

Tutti gli appuntamenti più suggestivi, da Villa Balbi a Sestri alle bellezze storiche del paesino di Latte

Francesco Canepa

Monumenti e parchi aperti in tutta Italia, assieme a tante attività all’insegna della cultura e dello sport, per la «Giornata FAI di primavera» (sabato 25 e domenica 26 marzo), giunta quest’anno alla quattordicesima edizione. L’iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano ha lo scopo di far conoscere al grande pubblico le bellezze meno note del nostro Paese: ville e palazzi solitamente chiusi ai visitatori o monumenti e angoli della nostra terra di cui non tutti conoscono l’esistenza.
«Gli appuntamenti della Giornata di Primavera sono gratuiti - ci tengono a precisare dal FAI - perché il patrimonio artistico del nostro paese appartiene a tutti noi, rappresenta la nostra memoria collettiva, la nostra identità: è un patrimonio anche interiore, personale, che crea in ognuno un rapporto sentimentale con la bellezza». Questo lo spirito di un’ associazione che, in trent’anni di attività, ha salvato quasi quaranta beni artistici dal degrado prendendoli sotto la propria tutela: uno dei più importanti è proprio il «nostro» borgo di San Fruttuoso, con l'abbazia benedettina del XIII secolo e 32 ettari di macchia mediterranea sulla costa sud del monte di Portofino, dono dei Doria Pamphili del 1983. «Un lavoro di tutela che non comprende solo «un monumento da restaurare e un ambiente naturale da preservare, ma un intero borgo con la sua piccola comunità cui dare vita e lavoro» dicono con orgoglio dal Fai.
In Liguria, il Fai ha anche ricevuto in donazione l’ottocentesca Casa Carbone nel centro storico di Lavagna, la minuscola barbieria Giacalone in stile «art deco» nei vicoli di Genova e la Torre Saracena di Punta Pagana, con la spiaggia ed il promontorio coperto dalla macchia mediterranea. La torre, insieme, tra gli altri, al Monastero di Santa Croce di Bocca di Magra e le ville Cattaneo Imperiale e Sauli Mignone di San Fruttuoso, sono tra quei beni artistici solitamente chiusi ai visitatori che verranno aperti per la durata della «Giornata di Primavera».
Nella nostra regione il Fai ha anche organizzato un percorso sul tema «le delizie della villeggiatura», che include ville, giardini e luoghi di vacanza che hanno costituito il buen retiro di nobili, artisti ed intellettuali del passato: dalla cinquecentesca Villa Honesto Otio di Ventimiglia a Villa Cambiaso a Savona, che ha ospitato tra gli altri Napoleone e Pio VII, fino alla casa di Carlo Levi, ritrovo di artisti e intellettuali.
Ma la «Giornata Fai della Primavera» sarà anche un’occasione di sport e di contatto colla natura: in collaborazione con la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, la Fai ha organizzato una «biciclettata» di 5 chilometri attraverso i beni di Genova, con partenza il sabato alle 15 da piazza De Ferrari. Domenica zaino in spalla, invece, per chi vorrà seguire il Fai nel parco naturale regionale di Portofino alla volta del complesso monumentale di San Fruttuoso: una gita, assicurano dal Cai, che ha collaborato all’iniziativa, priva di difficoltà, ma per la quale è meglio prenotare visto che ci sono solo quaranta posti a disposizione.
Per l’edizione 2006 il Fondo per l’Ambiente Italiano ha lanciato di finanziamento del suo lavoro in difesa del patrimonio artistico e culturale: «“Mecenati con un euro“.La piccolissima offerta di ciascuno diventa importante grazie alla vastità del pubblico e al valore concreto che rappresenta: l’unione fa la forza, e la “forza” di ciascun euro, moltiplicata per le centinaia di migliaia di visitatori, può risultare decisiva per salvare un monumento, difendere un territorio, concorrere al restauro di un bene a rischio - spiegano dal Fondo -. Spesso, a torto, si crede che il FAI sia un ente sovvenzionato esclusivamente dallo Stato. Al contrario il FAI dipende dalla generosità di tutti coloro a cui sta a cuore la conservazione dei tanti monumenti d'arte e natura del nostro paese». Le fonti di finanziamento più importanti del Fai sono proprio le adesioni dei soci, le donazioni ed i lasciti, oltre naturalmente all’impagabile contributo non economico che ognuno può dare collaborando col Fondo come volontario.