Spazio Missione per il top gun di Tom Cruise: recuperare il telescopio

Per la Nasa è la missione Sts125. Per i tecnici e gli astronauti al lavoro a Cape Canaveral è una vera «mission impossible». Non scherzano. La missione Sts125, al via tra 12 giorni, sarà la più temeraria e difficile delle imprese spaziali. A guidarla ci sarà il capitano Scott Anderson, l’icona dei Top Gun, il «vero» pilota dell’F14 Tomcat che nell’omonimo film con Tom Cruise piroettava tra le torri delle portaerei. Ventiquattro anni dopo quelle imprese di celluloide il 49enne capitano Scott Anderson, decorato nella prima guerra d’Irak e reduce da tre missioni spaziali con lo Shuttle, ha il delicato compito di rincorrere, catturare e riparare il telescopio spaziale Hubble in orbita a 492 chilometri dalla Terra. Per farlo, «Scooter», come lo chiamavano i compagni di squadriglia, dovrà «agganciare» il telescopio ad una velocità di 128mila chilometri orari, evitare i detriti spaziali che infestano quella parte di spazio e consentire agli altri sei astronauti le cinque lunghe passeggiate spaziali indispensabili per ripristinare il telescopio. «I voli dello Shuttle per la Stazione Internazionale seguono un’orbita più bassa con meno detriti e in caso di emergenza gli equipaggi possono attendere i soccorsi sulla Stazione, noi invece – spiega il comandante Scott - non avremo questa possibilità».
Di fronte a tanti rischi la Nasa ha persino deciso di allestire una missione di soccorso. Per la prima volta a 28 anni dal varo dello Shuttle la rampa di lancio principale sarà affiancata da una secondaria su cui attenderanno un altro missile, un’altra astronave e un altro equipaggio. In caso di emergenza le possibilità di un reale salvataggio restano però esigue. «Affacciarsi dai finestrini e vedere una seconda navicella accanto alla tua è come avere una rete di sicurezza, ma se consideri seriamente tutte le incognite di una missione di soccorso l’idea è in verità assai poco confortante», ammette il comandante Scott. La più rischiosa missione nella storia delle imprese spaziali garantirà però la rimessa in funzione dell’occhio spaziale a cui l’astronomia deve le più mirabolanti osservazioni e scoperte degli ultimi 19 anni. E grazie alle nuove fotocamere e alle altre parti di ricambio installate dai «magnifici sette» dell’Atlantis, l’Hubble potrà funzionare per altri 5 anni spingendo ancor più lontano i confini della conoscenza spaziale.