Lo speaker cerca Burlando In piazza «suona» il silenzio della Regione

(...) Né era stato almeno chiesto a un qualche consigliere di garantire la sua presenza. Insomma, un’assenza ingiustificata, visto che dalla regione nessuno si è neppure preso la briga di avvertire almeno il cerimoniere della manifestazione, particolare che almeno avrebbe evitato la brutta figura dell’appello a vuoto al megafono. Deposte le corone e terminata la celebrazione con il suono del «Silenzio», a mettere a «rumore» l’ambiente ha pensato proprio l’assenza di Burlando o di un suo rappresentante. Anche perché non si è trattato di un incidente involontario. La stessa scena si era appena verificata due giorni prima, in occasione della celebrazione solenne per i defunti, al cimitero di Staglieno. Una funzione celebrata come di consuetudine dal cardinale Angelo Bagnasco, cui non hanno mancato i rappresentanti di Provincia e Comune, mentre la Regione si è limitata a mandare il Gonfalone.
La doppia assenza non è passata inosservata neppure all’opposizione, che con il consigliere Gianni Plinio ha subito fatto notare l’accaduto. E ha ricondotto il tutto a una scelta deliberata, dettata da motivi di opportunità politica. «È di sconcertante gravità la ripetuta assenza di un rappresentante della Regione a cerimonie solenni e di particolare valore morale come quelle del 2 e del 4 di novembre -ha detto Plinio -. Censuro pesantemente il presidente Burlando che non ha ritenuto di farsi rappresentare neppure da un suo delegato esponendo ad una enorme figuraccia la Regione. Se una assenza potrebbe essere considerata accidentale due certamente no. Tanto più grave per un presidente e per degli assessori fin troppo presenzialisti. Evidentemente il preconcetto ideologico ed il disprezzo dell'ultrasinistra per tutto ciò che è riconducibile ad amor di Patria ed alle Forze Armate ha condizionato anche il presidente Burlando che, con il suo recidivo assenteismo, ha offeso, insieme con i nostri caduti ed i nostri militari, la stragrande maggioranza dei liguri».
Quello che probabilmente non aveva messo in preventivo la Regione, qualora dovesse essere confermata l’ipotesi dell’«allergia» politica a un certo tipo di ricorrenze, è il fatto che lo «sgarbo» è stato rivolto anche ai caduti più «vicini» all’ideologia di sinistra. Perché se il 4 novembre è da sempre una festa nazionale di unità, il 2 novembre a Staglieno, i rappresentanti delle istituzioni hanno reso omaggio al campo di Trento e Trieste, ma anche al sacrario dei partigiani. I morti sono tutti uguali, anche per le figuracce.