Gli specchi spaventano Sutherland ma fanno un baffo allo spettatore

Certo che ci vuole una bella fantasia a escogitare una storia così idiota. I patiti dell’horror sono avvezzi a trangugiare qualsiasi boiata, ma qui siamo ai confini della decenza. Forse soltanto l’immonda serie di Saw era più disgustosa. Dunque, siamo a New York, anche se il film è stato girato a Bucarest, e il depresso agente Ben Carson (Kiefer Sutherland) non si è più ripreso dall’omicidio involontario dell’anno prima, che gli è costato la sospensione. Mollato dalla moglie Amy (e una bambola supercarrozzata come Paula Patton non è mica facile rimpiazzarla), rimasta con i piccoli Michael e Amy, si è stabilito dalla sorella barista Angela, senza smettere di bere. In attesa di rimettere la divisa, s’impiega come guardiano notturno nell’enorme edificio vuoto (!) dei grandi magazzini Mayflower, distrutti cinque anni prima da un incendio che ha provocato molti morti. Che luogo sinistro, tanto più che presto gli enormi specchi gli rimandano la sua immagine deformata e sanguinante. Mentre urla strazianti gli arrivano dai sotterranei. Che fifa, chiunque nella sua famiglia si guardi allo specchio è in grave pericolo. Come apprende a proprie spese la sorella, destinata a una morte atroce nella vasca da bagno. Si salvi chi può. Sullo schermo, ma anche in platea. Insomma, un ignobile pasticcio, sconclusionato come pochi, più nauseabondo che agghiacciante nelle troppe scene macabre, che comunque ai meno deboli di stomaco appariranno irresistibilmente comiche. Il povero invasato Kiefer Sutherland, che strepita e si dimena per tutto il tempo, offre impensabili speranze ai senza lavoro: un sorvegliante per ogni casa disabitata e addio disoccupazione mondiale.

RIFLESSI DI PAURA di Alexandrea Aja (Usa, 2008) con Kifer Sutherland, Paula Patton. 108 minuti