Lo Special One «Inter come me: nessun timore di prendere rischi»

Ora sì, si può finalmente pensare al Manchester United. Lo sapeva, Josè Mourinho, che a Bologna sarebbe stata dura, e ai suoi aveva imposto una vigilia di concentrazione assoluta sulla tappa di campionato. E per come si stavano mettendo le cose ieri al Dall’Ara, lo Special One ha dimostrato di aver visto lungo. «Questa vittoria m’è piaciuta perché è stata ottenuta contro un avversario in grande forma, che ha saputo crearci grandi difficoltà. Il Bologna è una squadra difensivamente molto organizzata che rispecchia la versatilità e la voglia di vincere del suo allenatore. Il risultato è comunque giusto, abbiamo tenuto la gara sotto controllo più a lungo dei nostri avversari».
Se i rossoblù hanno la faccia di Mihajlovic, l’Inter di certo è lo specchio della sua guida. «È come me: non ha mai paura di perdere né di rischiare. Non ci siamo mai accontentati del pareggio, e la vittoria non è stata frutto della fortuna, ma la logica conseguenza di una squadra che voleva vincere a tutti i costi». Ma il margine di vantaggio sulla Juventus, nel pomeriggio giunto a quota 12, non lo rasserena del tutto. «Il campionato non è affatto chiuso, mancano ancora trenta punti e dieci vittorie».
Ora incombe la Champions League, e Mourinho tiene molto a rilassare l’ambiente: «Voglio che giochino con piacere. La prima cosa che dirò alla ripresa degli allenamenti è che ho tantissima fiducia nelle nostre capacità. Voglio caricarli di cervello, scaricarli di cuore. E se all’Old Trafford giocheremo contro dodici uomini, state tranquilli che altrettanto succederà a San Siro».
I giocatori su cui fare affidamento non gli mancano di certo, a cominciare da Julio Cesar, ieri determinante nel confezionare il successo. «Il portiere di una grande squadra dev’essere speciale: può capitare che non tocchi la palla per la maggior parte della gara e abbia una sola parata da fare in 90’, ma con quella può decidere una partita».