Special One sa correre in testa

Non ci prenderanno. E non basta il pareggiaccio col Cagliari a togliermi fiducia. Il sovrano del calcio è sempre il dubbio, mentre le certezze sono solo le usurpatrici dell'attimo, ma a un imminente tracollo nerazzurro può credere solo chi insegue. In fondo io stesso credo ancora a certe favole. Fino al pareggio col Cagliari l'Inter aveva messo in fila otto successi e sono convinto che tornerà presto a vincere quel che serve per restare sempre davanti. Un anno fa l'Inter di Mancini tracollò, ma a primavera, perché di questi tempi era a più sette sulla Roma, con una differenza di tre punti, ossia di una partita, rispetto ad oggi. Mourinho però mi dà più fiducia nella gestione del primato. In fondo l'Inter ha davvero stentato solo nelle due partite da sempre più temibili per le grandi squadre, quelle a cavallo della sosta natalizia. Non ci prenderanno soprattutto se lo Special One tornerà a gestire razionalmente le assenze pesanti, tipo Maicon e Stankovic, ma dalle seconde scelte è lecito attendersi ben più del poco visto finora. Amantino Mancini e Quaresma non saranno fuoriclasse ma nemmeno le fotocopie sgranate degli ultimi mesi. Il vero nodo è Balotelli, che deve smettere una volta per tutte i panni della vittima e pedalare forte sulla prossima bicicletta che Mourinho gli regalerà. A quel punto non ci prenderanno. Mai.