Speciale, gli atti su Padoa-Schioppa trasmessi al tribunale dei ministri

Il procuratore Ferrara e il pm Racanelli del tribunale di Roma hanno inviato le carte al colleggio competente per i reati ministeriali, servono accertamenti. La querela del comdandate della gdf destituito da Visco ha il suo fondamento

Roma - È finito al tribunale dei ministri il fascicolo aperto dalla procura di Roma nei confronti di Tommaso Padoa-Schioppa, indagato per diffamazione dopo la denuncia presentata dall’ex comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, con riferimento a quanto dichiarato dal titolare del dicastero dell’Economia il 6 giugno scorso nel dibattito al Senato sul caso Visco. Il procuratore Giovanni Ferrara e il pm Angelantonio Racanelli hanno trasmesso gli atti al competente collegio per i reati ministeriali con richiesta di svolgere ulteriori indagini, a riprova che la querela di Speciale ha un suo fondamento.

La denuncia Nella denuncia che Speciale ha presentato tramite l’avvocato Ugo Longo, Padoa-Schioppa è accusato di 2aver espresso dichiarazioni fondate su falsità, su manipolazioni, su una visione capziosa e mendace di quanto è accaduto" nel contenzioso con il viceministro Vincenzo Visco, a sua volta indagato a Roma per tentato abuso d’ufficio e minacce per le pressioni esercitate sul generale perché trasferisse quattro alti ufficiali delle Fiamme Gialle in servizio in Lombardia la scorsa estate. Secondo il ministro dell’Economia, Speciale "ha gestito in modo personalistico il Corpo, escludendo la catena gerarchica dalle scelte e dalle decisioni; ha perseguito una discutibile politica degli encomi idonea a modificare le graduatorie interne ai fini dell’avanzamento; non ha tenuto un comportamento leale nei confronti dell’autorità politica, in particolare omettendo di trasmettere o di comunicare le lettere inviategli dalla procura di Milano; non è stato in grado di vigilare e di impedire che fossero pubblicati dalla stampa documenti riservati relativi a carteggi intercorsi tra lo stesso comandante generale e alti ufficiali del Corpo e tra lui stesso e Visco; ha forzato le regole di attribuzione degli incarichi attribuendo su base fiduciaria e personale funzioni importanti ad ufficiali carenti dei requisiti formali richiesti; ha mostrato una grave inadeguatezza nello scegliere i collaboratori più stretti tanto che per uno di essi è stato proposto di rinviarlo a giudizio per reati gravissimi". Tutte queste dichiarazioni, secondo Speciale, "sono certamente, nei toni, intrinsecamente diffamatorie» e "inattendibili" e "la completa falsità dei fatti contenuti" nell’intervento pubblico di Padoa-Schioppa sono "gravemente lesive della dignità del denunciante".