Speciale, il gip: "Indagare su Visco"

Respinta dal giudice la richiesta di archiviazione: "90 giorni per indagare ancora su Visco per le pressioni alla guardia di finanza"

Roma - Il gip del tribunale di Roma Antonino Stipo ha restituito gli atti al pm ordinando un supplemento di indagine sulle presunte pressioni esercitate dal viceministro dell’economia Vincenzo Visco sul generale Roberto Speciale riguardo al trasferimento di alcuni ufficiali delle fiamme gialle. Il gip ha quindi respinto la richiesta di archiviazione della procura e accolto la tesi dei difensori di Speciale. Il presidente aggiunto dell’ufficio gip ha dato un termine di 90 giorni al pm per completare una serie di indagini finalizzate ad approfondire gli atti già raccolti dal pubblico ministero Angelantonio Racanelli.

La vicenda Visco era indagato per tentato abuso d’ufficio e minacce per la vicenda della rimozione di ufficiali delle guardia di finanza nell’ufficio di Milano. Dopo una serie di accertamenti, tra cui numerosi interrogatori compreso quello di Visco e Speciale, la procura aveva chiesto al gip l’archiviazione della posizione del viceministro. Due giorni fa il gip Stipo aveva ascoltato in udienza preliminare le ragioni della difesa di Speciale, rappresentata dall’avvocato Ugo Longo, e quelle del viceministro dell’Economia, difeso dal senatore Guido Calvi. L’avvocato Longo nelle scorse settimane aveva presentato proprio al gip un'opposizione alla richiesta di archiviazione su cui oggi si è pronunciato il giudice Stipo.

Il pm voleva archiviare La richiesta di archiviazione per il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco era stata avanzata dalla procura di Roma il 18 settembre scorso. Speciale aveva presentato opposizione alla richiesta di archiviazione per Visco, il quale era stato indagato per tentato abuso d’ufficio e minacce aggravate a pubblico ufficiale, sostenendo che il viceministro, nel chiedere il trasferimento di quattro ufficiali della guardia di finanza di Milano "non solo ha realizzato la condotta tipica prevista dall’articolo 323 (abuso d’ufficio, ndr) ma l’ha compiuta intenzionalmente e cioè anche dolosamente". Tesi che era stata ribadita al gip durante l’udienza di due giorni fa durante la discussione tra le parti. La procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione, pur censurando il comportamento di Visco ("attività illegittima ma non illecita"), e sottolineando che non si configura nell’attività dell’indagato una condotta dolosa. Circostanza ribadita anche in udienza oggi dal pm Racanelli.

La difesa di Visco Il difensore del viceministro, Guido Calvi, nell’invocare l’archiviazione del procedimento, aveva depositato una memoria di 23 pagine nella quale, tra l’altro, si affermava che «appare difficile riscontrare nella vicenda un tentativo del viceministro di esercitare il suo ruolo istituzionale travalicando i poteri a lui conferiti dalla legge». «Più evidente - si legge nell’atto - è il dispiegarsi di un disegno volto ad ostacolare l’impegno del viceministro nell’attuazione dei compiti istituzionali a lui affidati dal governo in un settore strategico assegnato alle sue competenze per le quali il corpo della guardia di finanza era strumento operativo di cui egli aveva la più alta responsabilità».