Speciale, rimozione illegittima: "Eccesso di potere del governo"

La sentenza del Tar reintegra l’ex comandante della Finanza <em>(nella foto con il generale D'Arrigo)</em>.
E lui dice al &quot;Giornale&quot;: &quot;Mi fido sempre dei magistrati&quot;. <a href="/a.pic1?ID=228072" target="_blank"><strong>Nuova sconfitta in pochi giorni
&quot;Padoa-Schioppa si dimetta&quot;</strong></a>. Dopo il caso Rai, altro stop al ministro del Tesoro in difficoltà che ora neppure
la sua maggioranza difende più. &quot;Se ne deve andare&quot;<br />

da Roma

L’opposizione ne chiede le dimissioni, la maggioranza evita di difenderlo. È in questo clima che Tommaso Padoa-Schioppa si presenta alla Camera per riferire sul caso Speciale, dopo la clamorosa sentenza del Tar del Lazio che dà ragione al generale e torto al governo.
Il ministro dell’Economia preannuncia un probabile ricorso al Consiglio di Stato da parte di Palazzo Chigi, ma l’imbarazzo gli impedisce di entrare nel merito della vicenda. Proprio lui che al Senato usò toni durissimi contro il comandante della Guardia di finanza, appena rimosso dal suo incarico per le accuse reciproche con il viceministro Vincenzo Visco.
Il governo, dice il ministro, intende «esercitare pienamente le proprie prerogative nell’interesse del Paese», anche se la sentenza del Tar è ancora allo studio della presidenza del Consiglio e dei ministeri della Difesa e dell’Economia» e ancora deve essere presa una decisione. Che comunque, sarà ispirata a due principi-guida: «massimo rispetto per magistratura amministrativa e per le sue deliberazioni; massima cura e attenzione al corpo della Guardia di finanza e alla sua esigenza di esercitare in piena serenità, con un chiaro comando, in condizioni di certezza». Una condizione che da mesi viene negata alle Fiamme gialle.
Che il governo riferisse al Parlamento il centrodestra lo ha chiesto subito dopo la notizia della sentenza del Tar e in molti hanno preteso la testa di Padoa-Schioppa e di Visco insieme a lui.
«La destituzione del comandante della Guardia di finanza è stato un atto illegittimo degno di un regime sudamericano. La revoca delle deleghe al viceministro a questo punto risulta un provvedimento inadeguato. Soltanto le sue dimissioni irrevocabili possono ristabilire serenità istituzionale», dice Isabella Bertolini di Fi. Per il leghista Roberto Calderoli «Speciale è solo la punta dell’iceberg del disastro e degli abusi di questo governo, ma chi si è reso responsabile di questo caso non può che dimettersi. Padoa-Schioppa go home!». Più cautela nell’Udc: Mario Baccini dice di aspettarsi «almeno le scuse ufficiali del ministro dell’Economia» a Speciale, la cui «integerrima onorabilità, qualcuno ha tentato di scalfire con l’arte sottile della calunnia».
Nella maggioranza l’Italia dei valori, che ha sempre difeso il generale, ora può dire: «L’avevamo detto. Se il governo ci ascoltasse eviterebbe certe figuracce!». Lanfranco Tenaglia del Pd invita ad aspettare il verdetto del Consiglio di Stato. Solo il verde Angelo Bonelli e Antonello Soro del Pd non rinunciano a rilanciare, ricordando che c’è un’inchiesta in corso sulle «vacanze» di Speciale con mezzi dello Stato.