Speciale si dimette. Prodi: irrituale

Il generale lascia la Gdf e scrive a Napolitano: &quot;Non voglio più collaborare con questo governo&quot;. La replica del premier: &quot;Il governo non cambia idea&quot;. Il Capo dello Stato: &quot;Ho trasmesso le dimissioni al governo&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=228292">Il caso Speciale tappa per tappa</a></strong>. Il centrodestra: <a href="/a.pic1?ID=228296" target="_blank"><strong>devono andarsene Tps e Visco</strong></a>

Roma - È terminato dopo quasi due ore l’incontro tra il presidente del consiglio, Romano Prodi, e il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa. Secondo quanto spiegato ieri da Prodi, l’incontro è servito a stabilire i termini del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha dato ragione all’ex comandante della guardia di finanza, generale Roberto Speciale.

Speciale: "Mi sono dimesso" Il generale Roberto Speciale si è dimesso dall’incarico di comandante della guardia di finanza, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sabato il Tar aveva accolto il ricorso del generale Speciale contro la rimozione dall’incarico decisa dal governo. A dare la notizia delle dimissioni è stato lo stesso Speciale, con una telefonata all’Ansa.

La lettera "Ho rassegnato le definitive ed irrevocabili dimissioni dal comando generale della guardia di finanza direttamente al capo dello Stato, che è al di sopra del governo, rappresenta la Nazione ed è il capo delle Forze Armate, nell’interesse della guardia di finanza, del Paese, e perché non intendo più collaborare al servizio di questo governo" dice Speciale. "Sei mesi fa - ricorda il generale - ho rifiutato il prestigioso incarico di consigliere alla Corte dei Conti e oggi rifiuto il comando generale della guardia di finanza nel quale ero stato reintegrato a pieno titolo con la sentenza del Tar. L’unica vera finalità del mio ricorso era quella di avere restituito l’onore di cui ero stato spogliato in maniera inaccettabile e ingiusta. Questo riscatto vale più di qualunque somma di danaro. Non mi aspetto senso di gratitudine, questo è l’ultimo atto da militare".

Mai pensato di tornare nella gdf "Non ho mai pensato di tornare alla guida della guardia di finanza. Il mio non è stato un colpo di scena, ma un gesto ponderato". Il Tar del Lazio - ha detto ancora Speciale - mi ha restituito con immediatezza il comando generale della gdf. Voglio dimostrare - ha aggiunto l’ex comandante generale delle fiamme gialle - che non sono legato a nessuna poltrona. La mia onorabilità è stata certificata a piene lettere dai giudici e io sono ampiamente soddisfatto, non ho bisogno di altre ricompense. Ora sono in pensione, poi si vedrà". E a proposito del suo futuro professionale Speciale annuncia: "Ci sono progetti che sto accarezzando e siccome sono abituato a meditare moltissimo sulle cose che faccio e se sarà il momento mi farò sentire".

Prodi: "Irrituale" "È una lettera irrituale nella forma e nei modi, che non cambia la posizione del governo". Così il premier Romano Prodi ha commentato la lettera con cui il generale Roberto Speciale ha annunciato le sue dimissioni da comandante della guardia di finanza al capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Napolitano a Speciale: "Trasmesse le dimissioni al governo" "Generale, ho ricevuto la lettera con la quale ella ha rassegnato - in 'spirito di servizio verso le istituzioni' - le 'dimissioni dalle funzioni di Comandate Generale della Guardia di Finanza', e le comunico di aver già provveduto a investire della questione le competenti autorità di governo". È quanto ha scritto in una lettera di risposta al generale Speciale il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che con l’occasione ha anche ricambiato "sinceri auguri per il Natale e il Nuovo Anno".