Specializzandi in rivolta tra lettere e accuse

La «grana» dei medici specializzandi è tutt’altro che risolta e ieri la protesta dei giovani dottori è tornata anche nelle stanze della Regione, così come davanti al San Martino dove in mattinata c’è stato un volantinaggio durato tre ore. Una rappresentanza degli specializzandi è stata ricevuta in Regione dall’assessore alla Sanità Claudio Montaldo che ha poi deciso di inviare una lettera al presidente del consiglio, Romano Prodi e ai ministri della Salute e dell'Università e Ricerca, Livia Turco e Fabio Mussi per risolvere la vicenda e completare l'iter burocratico inerente il loro inquadramento professionale. Anche il presidente della Provincia, Alessandro Repetto, ha scritto ai ministri competenti, inviando una copia per conoscenza allo stesso Montaldo.
Ma lo scambio epistolare non basta a risolvere il problema. È Forza Italia ad attaccare le istituzioni che se la cavano con una lettera, girando la palla al governo. «Forse è il caso che tutti ci si impegni affinché venga risolto ed affrontato il problema degli specializzandi - intervengono i consiglieri regionali azzurri Luigi Morgillo e Matteo Rosso -. Non solo, è importante ricordare che la grave situazione in cui vertono questi lavoratori risale a tempi lontani: infatti ancora oggi ai 23.000 medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione dal 1983 al 1991, non è stato riconosciuto il lavoro svolto in corsia durante quegli anni». E qui i due consiglieri ricordano che «quando la sinistra era all'opposizione sia a livello regionale che nazionale, si è sempre battuta, a parole, accanto ai medici specializzandi, affiancandoli addirittura in corteo nel 2005». Rosso e Morgillo chiedono per i «vecchi» specializzandi un riconoscimento di 9.000 euro l’anno per sanare la controversia, facendo comunque risparmiare lo stato.
E qualcosa di più di una prova di accordo bipartisan lo hanno fatto invece ieri i consiglieri regionali Gino Garibaldi e Claudio Gustavino (rispettivamente Forza Italia e Ulivo) nel chiedere che la Regione trovi il modo di garantire i farmaci necessari ai bambini austici. Ad oggi questi farmaci sono gratuiti per gli adulti, ma non per i minori. Garibaldi e Gustavino chiedono di risolvere l’assurda situazione.