Lo specializzando mette in crisi il ministro

(...) Per il momento c’è solo un’indicazione di Padoa Schioppa che ha dichiarato che il governo «troverà rapidamente una soluzione sui ticket». Parole. Che non sono riuscite neanche a convincere i sindacalisti Cgil Cisl e Uil che ieri hanno presentanto un documento unitario chiedendo più attenzione per la Liguria e «risorse adeguate per affrontare la condizione degli anziani nel suo complesso». Anziani che, come tutti gli altri cittadini, continuano a pagare ticket sulle prestazioni specialistiche nonostante le promesse e gli annunci. Il ministro, secondo quanto hanno riferito alcuni sindacalisti che l’hanno incontrato, ha convenuto sul fatto che la Liguria, essendo una regione a popolazione anziana potrebbe essere un terreno di sperimentazione nazionale. Parole. Nessun riscontro sul problema dei dieci euro del ticket sulla diagnostica che il presidente Burlando aveva annunciato di voler togliere il primo aprile, a fronte di un intervento del governo. Siamo al 5 aprile e il ticket resta. Intanto le critiche a Burlando arrivano dalla sua stessa parte politica. Unione a sinistra, infatti, critica pesantemente l’operato della giunta di De Ferrari sui temi della Sanità. «Il presidente della Regione Burlando, dopo aver promesso ai cittadini liguri che il ticket di dieci euro su ogni ricetta sarebbe stato eliminato dal 1° aprile, ha deciso che tutto resterà come prima - si sfoga Piero Randazzo, responsabile della sanità per Unione a Sinistra -. Un bell’esempio di coerenza politica ed istituzionale! Il senatore Mazzarello ha raccolto le firme in Senato per eliminare i dieci euro sulle richieste... bene! Ma che cosa facevano al Senato Mazzarello e gli altri del Centro Sinistra al momento del voto sulla Finanziaria dove era inclusa questa vergognosa tassa?». E continua: «Al presidente Burlando vorrei consigliare di non parlare di chiusure di ospedali come se fossero cantine. Bisogna partire dai bisogni dei pazienti, dalle loro necessità, da quello che succede nelle corsie, nelle sale di attesa, ecc. Gli elettori non vi hanno votato per questo! Siete fuori programma!».
I temi sanitari sono stati i più pressanti, ieri per il ministro. In mattinata è stato anche protagonista di un incontro fuori programma con i medici specializzandi, al terzo giorno di agitazione. All’uscita del palazzo della Regione, Padoa Schioppa è stato avvicinato da un gruppo di giovani medici in camice bianco, reduci dalla manifestazione svoltasi nella mattinata, e si è intrattenuto con loro. Al ministro, un giovane medico ha chiesto se fosse a conoscenza della situazione degli specializzandi in Italia e se il governo ha intenzione «di riuscire a risolvere entro breve l'annosa questione del contratto di formazione, soprattutto per quanto riguarda i nostri colleghi che si sono ormai laureati da un anno e lavorano gratuitamente nei vari reparti». «Non le rispondo sul punto specifico - ha risposto il ministro - ma di sanità ci occupiamo moltissimo, credo in modo molto costruttivo, specialmente in Liguria perchè la Regione ha fatto notevoli miglioramenti e mi auguro che questa situazione si possa affrontare». Non soddisfatto, il giovane ha insistito sollecitando attenzione al problema: «perché alla fine - ha detto - saremo noi a curare e attualmente non abbiamo una formazione che ci consenta di essere veramente competitivi». «Ha ragione - gli ha risposto il ministro -. Il mio medico sta andando in pensione. Ne parlerò con la collega Livia Turco. La finanziaria comunque ha già fatto qualcosa che non c'era». «Ma mancano i decreti attuativi - ha ribattuto il giovane medico - è una situazione che si trascina dal '92».
Nel pomeriggio il ministro ha partecipato al Ducale all’incontro dal titolo «Amministrare il successo: il caso Nord Ovest». Ai partecipanti Padoa Schioppa, che a dieci anni viveva a Sori, ha detto di essere a conoscenza dell'importanza dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, «anche perché ho vissuto in riviera dagli anni '40 agli anni '50 e so cosa significa questa struttura che chiede un trattamento particolare rispetto agli altri ospedali».