S.Pellegrino a Expo, cultura dell'acqua per un futuro sostenibile

Stefano Agostini, presidente e ad del Gruppo Sanpellegrino: "Abbiamo deciso di partecipare a questo evento globale perché possiamo parlare di eccellenza del Made in Italy come ambasciatori del gusto e dello stile italiano nel mondo". Dalla Piazzetta tematica Acqua al Padiglione italia agli chef di Identità Expo S.Pellegrino. La corretta idratazione per il benessere e la salute

Nei giorni del Grande Caldo parlare di corretta alimentazione, di idratazione e di acqua può sembrare quasi scontato, ma non è così: la corretta idratazione è al centro di uno stile di vita sano e del benessere per tutti. Acqua per la salute e acqua come risorsa da curare con grande attenzione sia dove questa risorsa fondamentale è abbondante sia dove è scarsa e preziosa.

"Expo Milano 2015 ha scelto come tema quello di prendersi cura del Pianeta dal punto di vista ambientale, quindi della sostenibilità futura ma anche dal punto di vista come saremo in grado di nutrire le persone che popoleranno la Terra. Quindi Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita è molto vicino alla nostra missione di prenderci cura dell'acqua e garantirne il futuro". Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino spiega così la presenza della "stella rossa" S.Pellegrino come acqua ufficiale dell'Esposizione Universale e del Padiglione Italia, unica azienda alimentare ad avere questa doppia partnership.

"Abbiamo deciso di partecipare, collaborare, essere sponsor di questo evento globale perché abbiamo la possibilità di parlare di eccellenza del Made in Italy come ambasciatori del gusto e dello stile tutto italiano che portiamo in giro per il mondo con il claim living italian. La nostra missione è quella di garantire un un futuro di qualità all'acqua", aggiunge Agostini. E' la cultura dell'acqua declinata da anni con l'obiettivo di salvaguardare le risorse idriche e di tutelare il territorio.

"Abbiamo delle sorgenti bellissime che ci donano l'acqua e noi ci prendiamo cura della qualità di questo territorio. E' un impegno che coinvolge le istituzioni, le comunità locali e i consumatori. E rigurda la sostenibilità: dal monitoraggio quotidiano delle fonti e dell’ecosistema, ai sistemi produttivi per il risparmio energetico e idrico, dalla logistica eco-sostenibile alla promozione di attività educative sul corretto utilizzo dell’acqua e sul riciclo fino ai progetti di ricerca scientifica per la salvaguardia dell'acqua e la valorizzazione dell'importanza della corretta idratazione quotidiana e dell'educazione all’idratazione in base alle diverse esigenze e stili di vita".

"A Expo abbiamo diciamo benvenuti a tutti i consumatori, a tutte le persone che conoscono S.Pellegrino ma che conoscono l'Italia e vedono in S.Pellegrino i valori belli dell'Italia. Nel nostro Paese e a Milano facciamo vivere loro un'esperienza legata a tutte quelle cose che raccontiamo in giro per il mondo con lo spirito di accoglierli sulle migliori tavole italiane", aggiunge Stefano Agostini, che sottolinea come nella partnership con Expo "c'è la volontà di lavorare assieme con il nostro marchio S.Pellegrino e con quello Acqua Panna che sono venduti in 145 Paesi del mondo e sono presenti sulle migliori tavole dell'alta ristorazione".

"Una delle idee che abbiamo pensato è come potessimo promuovere Expo. Abbiamo la fortuna che la nostra bottiglia è molto presente sulle tavole dei consumatori e dei ristoranti, è molto visibile, rimane sul tavolo, e quindi abbiamo personalizzato l'etichetta abbiamo portato il marchio Expo all'estero con la bottiglia special edition: 150 milioni di esemplari distribuiti in 80 Paesi".

"La nostra presenza nel sito espositivo è innanzitutto di prodotto. Quindi c'è distribuzione di acqua S.Pellegrino e di Acqua Panna nei punti di consumo. Poi ci sono due presenze fisiche: lo stand nel Padiglione Italia, la Piazzetta tematica Acqua, che ha come obiettivo di portare un messaggio di italianità sia dal punto di vista del territorio sia da quello della cultura e passione per la gastronomia e per il bello del made in Italy attraverso dei video e dei pannelli molto belli. La seconda presenza è il ristorante Identità Expo S.Pellegrino che abbiamo fatto in collaborazione con Identità Golose, proprio al centro del Decumano. Ristorante speciale perché abbiamo pensato di far venire ogni settimana per cinque giorni chef famosi, italiani e stranieri, che propongono di piatti diversi di alta ristorazione".

Il tema dell'acqua è anche al centro di altre iniziative. A giugno S.Pellegrino ha infatti organizzato un convegno in collaborazione con istituti di ricerca, scienziati e medici per approfondire e promuovere l'importanza della sana idratazione nel corso della vita. "Alla fine di questo incontro abbiamo anche firmato un manifesto per promuovere una Giornata mondiale dell'idratazione", sottolinea Agostini. "In concomitanza con Expo, abbiamo fatto un evento bellissimo: la finale del concorso S.Pellegrino Young Chef 2015 per il migliore giovane cuoco mondiale con una giuria di grandi chef che ha selezionato il top fra i 20 vincitori di tutti i contest internazionali. Finale che abbiamo fatto a Milano anche perché tutte le persone che vi hanno preso parte erano interessate a visitare l'Esposizione Universale".

"A ottobre organizzeremo un convegno dedicato al Made in Italy in collaborazione con Altagamma dove noi siamo soci. L'obiettivo è quardare al dopo Expo". Convegno dedicato al "Sistema Made in Italy" perché "Expo è per noi un momento fondamentale rivolto anche al futuro. Il Made in Italy e l'export dovranno trainare ancora l'economia italiana e quindi faremo delle riflessioni su come protremo capitalizzare questa esperienza per spingere ulteriormente le nostre esportazioni. C'è massima soddisfazione per il numero dei visitatori all'Esposizione, la cosa importante è utilizzare questo evento globale per incontrare i nostri partner, i nostri clienti e tutti coloro che sono interessati al mondo S.Pellegrino e vivere gli stessi valori che noi viviamo e portiamo in giro per il mondo".

Nel 2014 per il Gruppo Sanpellegrino è stato un ottimo anno dal punto di vista dei risultati sia in termini di crescita che economici con un giro d'affari di 811 milioni di euro e un incremento del 6,3%, la crescita sui mercati internazionali è stata di circa il 14%. Con la novità del fatturato sul mercato italiano salito del 2,5%.

"Il 2013 vedeva i dati dei consumi in Italia ancora in calo, l'anno scorso c'è stata l'inversione di tendenza - dice con soddisfazione il presidente del Gruppo Sanpellegrino -. Dall'inizio della crisi, fra il 2008 e il 2009 abbiamo lavorato per rifocalizzarci sulle priorità, preparare l'azienda a essere più veloce, più flessibile da un punto di vista di costi e competitività, abbiamo avuto l'opportunità di tornare a crescere soprattutto dal 2011 trainati dal mercato internazionale. Il fatto di avere export forte, in crescita, vincente, ci permette di avere quell'equilibrio e quella tranquillità per affrontare anche il mercato nazionale prendendo decisioni ponderate, strategiche e non tattiche. Quello che può essere successo ad altre aziende che non hanno avuto questo bilanciamento derivante da un mercato export così importante è aver preso decisioni che probabilmente a lungo termine non erano quelle giuste. Noi abbiamo mantenuto i nervi saldi anche in momenti di crisi continuando a credere nell'Italia, a lavorare sul brand, sulla comunicazione e sulla valorizzazione dei nostri prodotti perché la nostra missione è quella di avere un portafogli di qualità, prodotti premium di marca su cui lavorare".

Conferma di un ledership nel beverage che resta salda sia per l'acqua minerale che per il beverage analcolico. "Abbiamo innovato sugli aperitivi, sulle bibite e stiamo portando questa innovazione in giro per il mondo. La cosa che ci dà grandissima soddisfazione è che la storia San Pellegrino in Italia non è lagata solo all'acqua minerale ma anche alle bibite, sparkling beverage che anche all'estero sta avendo un successo incredibile. Per noi è un altro motivo d'orgoglio: c'è un prodotto di qualità italiano non è solo acqua è apprezzato dai consumatori internazionali. Per questo abbiamo voluto mantere l'unicità legata all'Italia, alla produzione, agli agrumi di Sicilia e Calabria. E siccome stiamo passando al 20% di succo nelle nostre bibite l'obiettivo è avere prodotto di nicchia, differente dalle bibite tradizionali, un po' più amarognolo perché c'è meno zucchero rispetto ad altre bibite, un prodotto di qualità più per un consumatore adulto che un consumatore giovane, unico e riconoscibile in tutto il mondo".

E su un punto Stefano Agostini non ha dubbi e alla domanda "quanto pesa il Made in Italy sul vostro successo internazionale?", la risposta è brevissima: "Tutto...". "Per questo diciamo living italian. Siamo fieri di essere considerati uno degli ambasciatori del Made in Italy nel mondo, insieme a tante altre marche di successo, siamo anche fieri e orgogliosi che Nestlè abbia capito dal momento dell'acquisizione che Sanpellegrino si fonda sui valori del Made in Italy e dovesse essere gestito in maniera differente rispetto ad altri busines di Nestlè. Quindi è stata mantenuta casa madre, expertise e responsabilità mondiale del marchio in Italia. Abbiamo tanti colleghi italiani che promuovono all'estero, tanti partner stranieri che distribuiscono il prodotto e quello che facciamo è legato all'Italia, non solo a far prodotto italiano ma anche business all'italiana attraverso ad esempio eventi, sponsorizzazioni che cerchiamo di fare con un gusto italiano, un modo diverso dalla classica sponsorizzazione, dalla classica pubblicità. Sanpellegirino nel 1900 esportava già ed era legata alla ristorazione e stiamo facendo cose bellissime ma abbiamo capitalizzato ciò che era stato fatto bene fin dall'inizio. Cerchiamo di rinnovare cose che sono già state fatte anche se non è facile, è una storia di grandissima continuità".

Il Gruppo Sanpellegrino è una modello di grande successo per l'export italiano e Agostini ha anche un lunga esperienza di lavoro a livello internazionale, è un osservatore privilegiato che ha idee chiare su che cosa si può fare per dare maggior impulso all'internazionalizzazione del settore agro-alimentare. "Dobbiamo lavorare meglio come filiera. Come aziende ci focalizziamo sulla trasformazione del prodotto, sulla promozione al consumatore, ma facciamo fatica a fare squadra con le istituzioni e addirittura all'interno della filiera - spiega -. Noi stiamo avendo grandissimo successo con l'aranciata anche grazie al prodotto e al suo territorio ma non c'è grande partnership. Credo che se in futuro fossimo più bravi come fanno ad esempio Germania e Francia a livello di filiera sarebbe più facile instaurare rapporti più solidi anticipando anche eventuali rischi, perché ci sono paesi che hanno leggi a volte contrastanti a livello di prodotti esportati e quindi avremmo maggiori opportunità. Le aziende devono fare il loro mestiere però le istitutzioni e i produttori delle materie prime, in questo caso quelli agricoli credo abbiano tutto l'interesse di essere vicini a noi e di collaborare. Ci sono tanti punti critici da risolvere e credo sia più facile farlo in maniera costruttiva attravreso l'incontro e non lo scontro. A volte in Italia ci sono degli scontri che potrebbero essere evitati".

"L'Expo Milano 2015 - conclude il presidente del Gruppo Sanpellegrino - può essere un punto di svolta. Siamo tutti un po' più responsabili e guardiamo più a lungo termine. Potrebbe essere l'opportunità per coinvolgere di più l'anima, non essere troppo razionali sui numeri immediati ma pensare a come costruire un futuro di successo che vuol dire dare all'Italia maggiora visibilità internazionale. Ma l'Italia potrebbe anche essere quel Paese che oltre a promuovere i suoi brand promuove anche iniziative serie dal punto di vista della sostenibilità. Il futuro può partire proprio da questo".