Gli spendaccioni di Plauto fanno ridere e pensare

Padri severi gabbati da adulescens spendaccioni, amici compiacenti, servi ingegnosi, avidi usurai, belle cortigiane e fantasmi che, all’occorrenza, si materializzano in casa per gabbare il senex. Sono alcune delle eterne maschere plautine presenti anche questa sera al teatro di Ostia Antica con la compagnia guidata dal regista Vincenzo Zingaro che propone la Mostellaria. L’opera è tra le più divertenti scritte per il teatro antico da Tito Maccio Plauto. Mostellaria è la rielaborazione di una delle trame più vivaci offerte dalla Commedia attica nuova: il Phàsma di Filemone. E nell’allestimento curato da Vincenzo Zingaro l’attenzione è puntata unicamente sulla forza dirompente dei personaggi caratterizzati fino al parossismo. È la storia di un giovane che si dà alla bella vita in assenza del padre, un ricco mercante di Atene. Grazie al sostegno di Tranione, il servo furbo e scaltro, il ragazzo ottiene un prestito per poter riscattare la cortigiana di cui è innamorato e organizzare con lei un lauto banchetto, ma il ritorno improvviso del padre guasterà i suoi piani.
A sbrogliare la situazione ci penserà il furbo domestico: sprangata la porta e inventata su due piedi la bugia del fantasma, Tranione continuerà a inventare frottole sia per calmare le ire del padrone che per far fronte alle richieste di risarcimento da parte di un usuraio. Il servus è l’autentico traino della fabula plautina: gran macchinatore di inganni, sfrontato e geniale, ma soprattutto sempre schierato coi giovani contro la taccagneria dei senex.
Nello spettacolo adattato da Vincenzo Zingaro, promosso dal ministero dei Beni Culturali e inserito nel progetto internazionale Il teatro classico oggi, recitano Vincenzo Maurizio Battista, Ugo Cardinali, Rocco Militano, Riccardo Graziosi, Fabrizio Passerini, Flaminia Fegarotti e Francesca Milani.
Inizio spettacolo ore 21.30.