«Speravo fosse mio il colpo mortale»

Otto rapine in altrettanti mesi, a volte un giorno dopo l’altro. Obiettivo i piccoli supermercati dell’hinterland milanese che ormai conosceva bene come le sue tasche, e dove sapeva che il rischio era limitato. Rapinatore per molti versi anche affezionato: allo Sma di Baranzate, si è infatti presentato alle casse per ben tre volte, prendendosela sempre con le stesse cassiere che terrorizzava con una pistola.
«Ormai per R. U., 51 anni, pregiudicato milanese era diventato un vero e proprio lavoro che svolgeva ogni qualvolta finiva i quattrini – spiegano gli investigatori -. Un’attività redditizia che senza troppa fatica gli aveva consentito di racimolare un bottino di oltre 20mila euro in poco tempo».
Durante l’ultimo raid, quello del 18 marzo all’Iperdì di Senago, si è però sfiorata la tragedia: pur di guadagnare la fuga, il bandito non si era fatto scrupolo di sparare in aria all’interno dell’affollato punto vendita.
Aveva cominciato le sue scorribande, spesso in compagnia di un complice tuttora ricercato, lo scorso settembre quando poco prima della chiusura fece irruzione nel supermercato Amico di Novate fuggendo poi con 4mila euro. Una «passeggiata» ripetuta senza problemi a metà novembre, ma con bottino dimezzato.
A fine anno si è invece lasciato ammaliare dallo Sma di Baranzate, visitato il 7, il 21 dicembre ed anche il 4 febbraio scorso. «Era ormai di casa, e quando si presentava alle casse non aveva neppure più bisogno di spiegare chi fosse» raccontano gli investigatori.
Oltre ai supermercati dov’era un habitué, non disdegnava la «concorrenza»: a dicembre il Superdì e a gennaio il Pellicano, entrambi di Bollate, a marzo il punto vendita di Senago, dove sparando, aveva messo in evidenza tutta la sua pericolosità.
Le ripetute rapine messe a segno nel territorio della compagnia di Rho, oltre a preoccupare massaie e pensionati, hanno allarmato i carabinieri che si sono dedicati ad una minuziosa indagine, sentendo decine di testimoni delle rapine e visionando molti filmati. Alla fine R.U. è stato identificato e, l’altra mattina, arrestato nella sua abitazione milanese.