«Speriamo Pennisi possa chiarire la sua posizione»

Rispetto della magistratura e speranza che tutto si risolva al più presto. Anche se l’evidenza lascia ben poco spazio all’immaginazione. Il sindaco Letizia Moratti è a Palazzo Marino e vive in diretta l’arresto di Milko Pennisi, il consigliere del Pdl accusato di concussione per essere stato sorpreso in piazzetta San Fedele, alle spalle di Palazzo Marino, mentre incassava una mazzetta di 5mila euro. Seconda tranche di una tangente pretesa per «aggiustare» una pratica urbanistica. E ora il Pd chiede le sue immediate dimissioni.
Almeno per ora il sindaco non abbandona al suo destino il consigliere e presidente della commissione Sviluppo del territorio e parla di «piena fiducia nella magistratura». Poi affida poche parole a un breve comunicato. «Mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia». Dal canto suo l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli esprimere la personale solidarietà a Pennisi con cui ha lavorato nella difficile battaglia per far approvare in aula il nuovo Piano di governo del territorio. Ma esclude categoricamente che il suo arresto possa incidere negativamente sulla discussione in corso al consiglio comunale sul documento che sostituirà il piano regolatore. «Umanamente sono molto dispiaciuto per lui - spiega a caldo Masseroli -, ma questo episodio non deve incidere sui lavori del Pgt, una responsabilità che abbiamo assunto davanti alla città. Dobbiamo andare avanti, a maggior ragione adesso. Con più forza». Di «massima fiducia nella magistratura» parla anche il capogruppo pdl Giulio Gallera. «Spero che il collega Pennisi riesca a dare una motivazione plausibile all’atto che ha compiuto. Umanamente sono molto dispiaciuto visto che è una persona che conosco da tanto tempo». Più duro il giudizio di Pierfrancesco Majorino. «Sconcertante quanto accaduto - commenta il capogruppo del Pd -. Ci auguriamo di avere al più presto una ricostruzione esatta dei fatti per capire se siamo di fronte a un singolo episodio o a qualcosa di più grave. Ovvio che a questo punto ci aspettiamo le sue immediate dimissioni da consigliere».
«Vediamo che cosa è e cosa non è questa storia, ma sicuramente quanto accaduto non è da Comune di Milano, sono cose che ci si aspetta ad altre latitudini», la condanna di Matteo Salvini, numero uno della Lega. «Non ho elementi per commentare» risponde Salvini alla domanda se Pennisi debba o meno dimettersi. «Sono esterrefatto, voglio capire cosa sia successo. Non mi aspettavo minimamente una cosa simile ed evidentemente non si smette mai di conoscere la gente. Ma mi serve qualche elemento in più prima di dire cosa dovrebbe fare». Rievoca gli anni di Tangentopoli il consigliere Basilio Rizzo, eletto nella lista Uniti con Dario Fo. «Il clima e lo sconforto che ho percepito oggi in aula - assicura - mi ha riportato a 15 anni fa. Dal punto di vista umano mi dispiace moltissimo, ma dal punto di vista politico è la conferma che il perverso intreccio tra politica e affari è ancora presente in questa città: mi auguro che questo episodio non venga liquidato come semplice retaggio del passato». Ma per il vicesindaco Riccardo De Corato che allora sedeva come consigliere comunale del Msi nei banchi dell’opposizione, «Tangentopoli è stato un fenomeno molto più complesso, qui siamo di fronte a un episodio su cui la magistratura farà chiarezza».