MA SPERIAMO SIA DAVVERO L’ULTIMA PUNTATA

La cicatrice è quasi spenta. È una linea spezzata appena percettibile sulla fronte. Sono anni che non gli fa più male. Il binario è sempre lo stesso. Harry guarda Ginny, osserva i suoi figli. Non stupitevi dei nomi. Ognuno è una dedica: James Sirius, Albus Severus e Lily Luna. Sorride. Sono passati 19 anni. Hermione grida a Ron di muoversi. Sono marito e moglie. Il treno lascia il binario nove e tre quarti. Ultima stazione Hogwart. È così che si chiude Harry Potter e i doni della morte. È l’atto finale di una saga lunga sette tappe, sette avventure, sette anni di scuola, sette stagioni di Quidditch, sette sfide a colui che non si deve nominare. Voldemort non c’è più. Harry è caduto e risorto. È rimasto fermo in un non luogo, alla ricerca della sua anima mutilata. I suoi fan hanno pregato per non farlo morire. La signora Rowling non è riuscita ad ammazzare il suo eroe. Così siamo ancora qui, in attesa di vedere ancora un altro film, a chiederci se ci sarà mai una nuova avventura, A Londra i bookmaker scommettono. Ci sarà un domani? Sarebbe meglio di no. Potter non può invecchiare. Non avrebbe senso. Qualcuno sussurra che il domani saranno i figli. Sarà James Sirius l’erede della fortuna di Harry. Lui e i suoi fratelli e cugini. Ma non sarà mai la stessa cosa. Stop. Signora Rowling, cerchiamo un’altra trama.