Lo sperimentatore che dopo i Lùnapop è diventato solista

A ventotto anni, Cesare Cremonini è senza età. Le sue fonti di ispirazioni non hanno tempo, da Battisti a Dylan, e lui è nettamente distante dai suoi coetanei, spesso ancora imprigionati in convenzioni musicali o chiusi in cunicoli artistici che alla sostanza privilegiano la forma e poi evaporano in fretta. E forse anche la storia di questo bolognese sui generis, amante dei tortellini e del buon vino, è un piccolo esempio di come si dovrebbe condurre una carriera nella musica pop di questi anni così ballerini e smemorati. Esploso a diciott’anni con i Lùnapop, forse la band di ragazzi di maggior successo della storia italiana, non si è fatto imprigionare dagli stereotipi e si è lentamente conquistato un posto a se stante. Ormai è immediatamente riconoscibile pur riuscendo a spaziare - come ha fatto anche nel nuovo cd «Il primo bacio sulla Luna» - tra tanti generi diversi trovando la propria cifra personale senza precipitare nell’autoreferenzialità. È un successo che vale oro, specialmente in questo momento.