La sperimentazione animale è utile agli uomini e agli animali

Con riferimento alla lettera di una lettrice pubblicata l’8 marzo vorrei spezzare una lancia a favore della vivisezione, anzi, della sperimentazione animale. Infatti con il termine vivisezione si intende un atto operatorio privo di finalità terapeutiche, tendente a promuovere attraverso il metodo sperimentale lo sviluppo delle scienze biologiche: ma se è vero che non ci si prefiggono finalità terapeutiche a favore dell’animale oggetto di sperimentazione, è altresì vero che si perseguono specifiche finalità terapeutiche da applicarsi nelle patologie umana e veterinaria, pertanto più che di vivisezione sarebbe più appropriato parlare di sperimentazione animale. Da un rapporto pubblicato dalla National Academy of Sciences e dall’Istituto di medicina degli Usa emerge che il 94% degli animali oggetto di sperimentazione non sono sottoposti a sofferenza o perlomeno questa è ridotta al minimo con farmaci che leniscono il dolore. Il 6% rimanente è sottoposto a trattamenti che provocano dolore, proprio perché lo scopo degli esperimenti è produrre farmaci al fine di lenire la sofferenza: se si mitigasse il dolore, sarebbe vanificato lo scopo degli esperimenti. È proprio grazie a queste ricerche che sono stati scoperti analgesici che attutiscono il dolore o lo eliminano completamente. Milioni di individui, dalla prima infanzia all’età senile, devono l’attenuazione di atroci sofferenze, se non la vita, ai risultati prodotti dalla sperimentazione, per mezzo della quale sono anche state debellate malattie infettive e parassitarie.