Sperimentazione anti cancro appello in Rete per farla partire

Il ministero della Salute non dà l’ok e così si rischia di vanificare il lavoro di anni

da Milano

Per molti malati è l’unica speranza rimasta. Ma qualcuno gliela sta togliendo, anche se tutto era già pronto. La terapia messa a punto dal dottor Silvio Buzzi di Ravenna, approvata e la sperimentazione clinica in via di partenza. Ma il via non è mai stato dato e la cura da un anno si è arenata. In quali ostacoli non si sa. E, come se non bastasse, se si temporeggia ancora tutto va in fumo perché la sostanza che dev’essere utilizzata, il CRM197, un derivato della tossina difterica, scade il prossimo novembre. Una scadenza contestata dai familiari di molti malati di tumore, che sostengono non sia di pochi mesi, ma di una decina d’anni, e insorgono per quest’ingiustizia a colpi di mail indirizzate al ministro della salute Turco. Forti del fatto che la terapia incagliatasi non impiega uno strano ritrovato prodotto da chissà quale strano stregone, ma un medicinale con tutti i crismi, al punto che ha superato i controlli del dicastero della Salute.
Del resto, spiegano coloro che hanno lanciato la protesta, le ricerche del dottor Silvio Buzzi sono state ampiamente riconosciute dal mondo scientifico, tant’è vero che il loro autore le ha pubblicate su importanti numerose riviste quali The Lancet, Cancer Research e Cancer Immunolgy Immunotherapy, pubblicazioni di cui però il ministero della Salute non ha tenuto assolutamente conto. Ci sono voluti, infatti, un’interrogazione parlamentare di Forza Italia e svariati articoli di giornali prima che il dicastero il 7 marzo del 2006 accettasse di avviarne la sperimentazione. Purtroppo si è trattato soltanto di una falsa partenza. E pensare che non mancava nulla: era stato scelto il reparto, l’oncologico dell’ospedale di Empoli diretto dal dottor Gianmaria Fiorentini, e le fiale di CRM19 messe a disposizione dalla Chiron. Tutto bene, quindi, e, invece no. La sperimentazione non è mai partita. «E intanto - si legge nell’appello lanciato da chi confida in questa sperimentazione - ai malati senza speranze e refrattari a tutte le terapie ufficiali che hanno chiesto di utilizzare il CRM197 per uso compassionevole, è stato risposto che il CRM197 non è un farmaco e non può essere autorizzato il suo utilizzo sull’uomo senza studi approfonditi». «Peccato - controbattono i promotori della protesta via mail - che questa sostanza sia ormai in commercio da 15 anni e utilizzata come vettore per i vaccini».