Sperimentazione e ricerca nell’anima della Peacock

Annette Peacock ha appena concluso un rapido ma proficuo tour italiano. Difficile immaginare un personaggio più sottovalutato di lei, forse perché è di ardua definizione a causa dell’attività molteplice di pianista, cantante, compositrice, poetessa: c’è chi addirittura la cita solo come ex moglie di Gary Peacock e di Paul Bley. Nel 2000 la Ecm le ha reso giustizia pubblicando un suo ottimo disco, An Acrobat’s Heart, che tra poco dovrebbe essere seguito da un altro. Intanto Annette registra in proprio offrendoci questo cd con cinque brani suoi, molto breve - il titolo indica la durata - ma raffinato, dolce e bello. È possibile tuttavia che desti qualche perplessità, perché Annette, già sodale fra gli altri di Charles Mingus, Allen Ginsberg, Albert Ayler, Brian Eno e Karlheinz Stockhausen, qui sfiora la popular music e soprattutto canta con la sua voce chiara e sensuale. Ma chi non abbia pregiudizi di «generi» la apprezzerà senza riserve anche alle tastiere, al synth e alla programmazione. Collaborano Lol Ford chitarra elettrica, Mano Ventura chitarra acustica, Michael Mondesir basso e Simon Price batteria.

Annette Peacock 31:31 (Ironicrecords)