«Spero che Petruccioli diventi presidente della Rai»

da Milano

L’auspicio di Fedele Confalonieri in merito alla figura che dovrà ricoprire il ruolo di presidente alla Rai è quello di vedere nominato, entro il 15 agosto, Claudio Petruccioli, attuale presidente della commissione di Vigilanza. «Spero - ha spiegato Confalonieri durante la presentazione del libro Fardelli d’Italia di Roberto Napoletano - che entro Ferragosto vi sia il presidente della Rai. Spero che sia Petruccioli, una persona perbene e un presidente di garanzia. Anche se - ha concluso - dicendo così l’ho bruciato». Intanto si è tenuto un lungo, articolato e ancora assolutamente «interlocutorio» incontro tra il presidente Rai facente funzioni Sandro Curzi, il consigliere d’amministrazione Giuliano Urbani e il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco per attivare le procedure della nomina. Al termine dell’incontro, durato circa due ore, bocche cucite da parte dei partecipanti. L’unica informazione trapelata è che il colloquio non è stato decisivo per arrivare ad un accordo sull’eventuale nuovo direttore, nonostante la votazione sia stata già messa all’ordine del giorno della seduta del Consiglio d’amministrazione di viale Mazzini fissata per martedì. Sull’incontro non possono non avere influito le dichiarazioni levatesi da più parti sull’inopportunità di procedere alla nomina del dg prima che sia stato nominato il presidente.
Il presidente di Mediaset si è poi soffermato a parlare di Stefano Ricucci. «Sdoganato è una parola impegnativa. Su Ricucci ho avuto una reazione irrazionale, ma sono cresciuto con Berlusconi che all’epoca in certi ambienti era un corsaro». Così Confalonieri ha risposto a chi gli chiedeva se con il suo intervento di qualche settimana fa in cui aveva «spezzato una lancia» a favore dell’immobiliarista romano intendesse in qualche modo «sdoganarlo». Confalonieri, facendo l’esempio di Berlusconi, ha poi detto che l’attuale presidente del Consiglio era «un Ricucci che non era un Ricucci, perché Milano 2 c’era già, era costruita, era toccabile. Mi è però scattato un moto di simpatia con Ricucci».
Confalonieri ha ricordato anche che nel periodo in cui Berlusconi aveva costruito Milano 2 era opinione diffusa quella di definire sia lui sia il Cavaliere «dei corsari e questo è tipico dell’imprenditoria: cioè criticare o calunniare prima di avere capito bene di che si tratta. Però, nell’imprenditoria, ciò che non è proibito è lecito».