La spesa all’ipermercato non conviene più

(...) sorprese. E il viaggio fuori porta per raggiungere il centro commerciale, può rivelarsi una perdita di tempo. E di denaro.
Tanto per fare alcuni esempi: i bastoncini di pesce, quelli per «i capitani di domani» all’Aquilone di Bolzaneto costano, in offerta, 2.09 euro. Al Basko, gli stessi, scontati, vengono a costare 1.97. Il detersivo per piatti in gel, della stessa marca, costa meno a prezzo pieno al Basko che all’Ipercoop.
Sullo sgrassatore ci sono dieci centesimi di differenza se confrontato con il Dì per dì, dove il prodotto costa 1.99, anziché 2.09.
Stesso divario presentano i cartellini della versione mignon della pasta che dove c’è lei «c’è casa»: 0.69 al Dì per dì, contro gli 0.79 della Coop. Forse non rientreranno proprio nel paniere degli italiani, ma la stessa confezione di popcorn costa venti centesimi in meno al Dì per dì.
Basko vince su tutti con lo yogurt 0,1 per cento di grassi a soli 0.99 centesimi, il prezzo più basso confronto agli altri market. E si conferma più conveniente anche per gli originali sughi pronti dei quali la pubblicità propone di «assaggiare che profumo»: 4,34 euro prezzo al chilo, contro i 5,59 sull’etichetta dell’Aquilone.
Costa meno anche l’olio d’oliva extra vergine. Stesso frantoio, quaranta centesimi in meno alla Basko.
Si risolleva IperCoop sulle confezioni famiglia: tre chili di biscotti per il mattino che ha «l’oro in bocca», dodici scatolette di tonno, otto chili di detersivo che «più bianco non si può». I pacchi scorta presentano sempre prezzi più convenienti. Formati che però non si possono trovare nel supermercato sotto casa.
A carrello intero, lo scontrino riporta più o meno gli stessi zeri. È chiaro: se si paga di più su un pacco di patatine, per esempio, si risparmia poi sulla confezione di pasta.
Ma in conclusione, sul prodotto a prezzo intero, non scontato, sembra vincere il Dì per dì. Lo stesso discorso vale se vengono confrontate le offerte, soprattutto quelle del gruppo Basko. Ipercoop si dimostra competitiva solo nel caso in cui il prezzo del prodotto in offerta venga confrontato con il prezzo dello stesso prodotto venduto in un altro supermercato a prezzo pieno.
Moltissimi i prodotti che hanno invece lo stesso identico prezzo in più supermercati. A parità di costo, quindi, non vale la spesa (benzina, autostrada e magari anche il pranzo in un bar se la spesa si dilunga) raggiungere il megastore fuori città.
Gli sconti più significativi sono, ovviamente, per chi è socio del punto vendita. Per un’operazione risparmio con i fiocchi, potrebbe non bastare un porta documenti per contenere le «carte soci», le «tessere fedeltà», i «bollini convenienza» di tutti i supermercati in cui comprare, a caccia dell’offerta migliore.