«La spesa farmaceutica non è in calo»

«Il bilancio della spesa farmaceutica sull’anno in corso è esploso, altro che calo e inversione di tendenza come cerca di minimizzare qualcuno». È l’allusione nemmeno troppo velata del senatore Cesare Cursi (An), vicepresidente della commissione Sanità del Senato, alle dichiarazioni dell’assessore regionale Augusto Battaglia che definisce «sempre più sottile la distanza dalla media nazionale con un costante calo della spesa a partire dallo scorso maggio» tanto che «l’andamento della spesa farmaceutica degli ultimi mesi fa prevedere un significativo decremento per il 2007».
Ma secondo l’esponente di An, quell’agognata inversione di tendenza non è affatto confortata dai numeri di Federfarma. «Ogni cittadino - spiega Cursi - nel Lazio spende una media di 197 euro all’anno di farmaceutica rispetto a una media di 147 nelle altre regioni, da qui è facile analizzare gli incrementi: nei primi otto mesi del 2005 l’incremento era di 9,3 per cento invece nello stesso periodo di quest’anno è passato al 13,1 in più. Quanto alle prescrizioni farmaceutiche il numero di ricette ha subito un picco del 7,7 per cento di aumento, pari a 34 milioni di prescrizioni, rispetto a una media nazionale del 5,8».
Ma la preoccupazione del vicepresidente della commissione Sanità di Palazzo Madama verte soprattutto su quelle che possono essere considerate le ripercussioni immediate dello sforamento di spesa sui farmaci. Vale a dire che «l’incidenza dell’incremento della farmaceutica si vedrà sulla spesa sanitaria generale destinata alle strutture ospedaliere e agli interventi sul territorio - spiega il senatore - visto che i capitoli di bilancio appartengono al medesimo budget complessivo». E se queste sono le magagne ci sarebbero delle soluzioni da attuare? «Le misure alternative adottate fino a oggi si sono dimostrate inidonee. Serve invece eseguire dei controlli accurati sui medici di base - ribatte Cursi -, potenziare in maniera seria e capillare l’acquisto e la distribuzione diretta dei farmaci più costosi e formulare anche dei protocolli standard per le patologie di maggiore incidenza». Per l’esponente di An quelle operate fino a oggi dalla giunta Marrazzo piuttosto che utili scelte sarebbero state solo delle buone intenzioni. E poi aggiunge: «Da qui a dire che a fine anno i parametri della farmaceutica potrebbero rientrare visti gli andamenti ce ne passa davvero». Eppure dall’assessorato regionale alla Sanità le supposizioni divulgate rimarcano la possibilità di rientrare addirittura sotto i parametri del 2005. Supposizioni che, visti i parametri attuali, sembrano uscite dalla sfera di un «apprendista stregone».