La spesa per tutti i gusti, baratto e cibi semi-scaduti

Oggi fare acquisti da casa è sempre più facile. A utilizzare i portali sono i quarantenni, ma gli over 65 sono in aumento

La spesa che arriva a casa con un clic sul cellulare. Supermercati tecnologici nei quali, per pagare, basta un'app. E poi ancora punti vendita nei quali i sacchetti con gli acquisti prenotati on line vengono caricati direttamente in auto, senza attese e senza code. È la nuova frontiera della spesa comoda e alla portata di tutti. I clienti non sono più solo giovani e rampanti ma sempre più spesso persone anziane che proprio grazie ai nuovi sistemi di acquisto riescono a essere indipendenti. Il merito è del proliferare di applicazioni e siti internet che, anche nel nostro Paese, hanno esteso l'e-commerce al cibo fresco.

È la fine del supermercato tradizionale? Non necessariamente. Spiega Davide Arcidiacono, sociologo dei processi economici all'Università cattolica di Milano: «Anche queste realtà stanno cambiando. Basti pensare all'espansione dei mercati contadini che sfruttano la filiera cortissima e delle food boutique. Si tratta di punti vendita nei quali la spesa è coniugata a un'esperienza legata al cibo».

Attualmente la spesa 3.0 rappresenta circa l'uno per cento del mercato italiano. Numeri poco significativi, si potrebbe pensare. In realtà non è così, perché la crescita è esponenziale e sta determinando la nascita di numerose start up. «I clienti sono molto eterogenei - afferma Sandro Castaldo, docente di marketing alla Bocconi di Milano -. Sono persone che hanno familiarità con la tecnologia ma stanno aumentando anche gli anziani». La maggior parte della clientela è costituita da giovani under 45, single, con un buon livello di istruzione e un lavoro impegnativo. Con un'equa distribuzione fra uomini e donne. Ma una quota significativa è composta anche da over 65 e famiglie numerose. Ma vediamo nel dettaglio alcune delle novità che stanno cambiando il nostro modo di fare la spesa.

LO SCAMBIO DI CIBO

Nel solco della sharing economy, c'è chi ha tentato di estendere la politica dello scambio anche al cibo. Così sono nati i portali iFood Share, S-Cambia cibo e NextDoorHelp, che permettono agli utenti di lanciarsi in una sorta di baratto hi-tech degli alimenti in eccesso. In pratica, ogni utente offre sul portale i prodotti in eccedenza, proponendosi di prenderne in cambio altri. Un metodo molto diffuso all'estero per evitare gli sprechi, ma che in Italia sta ancora incontrando qualche resistenza.

NEGOZI DI VICINATO

Che il web debba necessariamente mettere in ginocchio i commercianti tradizionali non è sempre vero. Basti pensare al caso di «Last minute sotto casa», un portale che pubblicizza le offerte dei negozi di vicinato. Si tratta di una sorta di outlet del cibo, nato da una start up messa a punto da un team di sviluppatori del Politecnico di Torino in accordo con piccoli punti vendita che mettono a disposizione i prodotti in via di scadenza a prezzi più bassi. Le offerte compaiono sul sito, a disposizione dei clienti della zona. Il vantaggio è doppio: il cibo non viene sprecato e i piccoli commercianti hanno la possibilità di farsi conoscere.

DRIVE SHOPPING

Molto comodi e decisamente rivoluzionari sono anche i servizi delle grandi catene che permettono di prenotare e pagare la spesa on line e poi di ritirarla in apposite strutture nelle quali i prodotti vengono caricati direttamente in auto. È il caso del Chrnodrive attivo a Rozzano (Milano), di Click and Collect e di Drive, la novità che Simply (gruppo Auchan) ha inaugurato a Milano e provincia. A questi colossi si è unito anche Carrefour, che ha deciso di trasformare la sua tradizionale opzione Clicca e ritira in un vero e proprio servizio di spesa on line, attivo nelle principali città italiane.

SPESA MOBILE

Oggi nelle grandi città italiane la parola d'ordine è delivery (consegna). A casa arriva di tutto, dai libri ai piatti preparati da chef stellati. E poi c'è la spesa, disponibile grazie a numerosi servizi on line. Il gigante che ha cambiato il mercato è Amazon. «Grazie a Prime Now è possibile scegliere fra 20mila prodotti - afferma il city manager Marco Ferrara -. I risultati ci stanno premiando e presto arriveremo in altre città italiane». La lista include anche Eataly Today, che permette di acquistare il fresco anche on line, per ora a Milano. «Sulla nostra pagina web è possibile visitare i diversi reparti e scegliere i prodotti che vengono consegnati a costi ridotti - dice l'ad di Eataly Net Andrea Casalini -. Il servizio presto arriverà a Roma e Torino». Poi c'è Supermercato 24, il sito per fare la spesa nel proprio supermercato preferito e di riceverla a casa anche in un'ora.

LA RETE DELLE CASCINE

Ma c'è anche chi ai prodotti della grande distribuzione preferisce quelli naturali e a chilometro zero, disponibili nelle cascine del territorio. A Milano ormai da tempo è attivo Cortilia, un portale che mette in rete i produttori della zona e li fa dialogare con i clienti che possono ricevere a casa quanto ordinato. In alternativa c'è Spesa dal contadino, un sito che permette di scoprire le fattorie che nella propria zona effettuano la vendita diretta. Per poi andare a visitarle. Infine c'è AgriSpesa che in Piemonte consegna a domicilio i prodotti di stagione di circa ottanta piccole imprese locali messe in rete grazie al portale.

«Questi servizi sono nati per facilitare la vita dei consumatori, che hanno sempre meno tempo da dedicare alla spesa - spiega ancora Davide Arcidiacono -. Hanno successo perché sono comodi. Basti pensare al Dash button di Amazon che, grazie agli accordi con alcune grandi marche, permette di farsi recapitare a casa un prodotto premendo un semplice bottone. Ma a premiarli è anche la varietà dell'offerta: ci sono migliaia di prodotti fra i quali potere scegliere e spesso a prezzi concorrenziali».

Non si tratta di una semplice strategia di marketing, ma di un'esigenza reale, intercettata dalla grande distribuzione. Perché con i tempi sempre contingentati, i ritmi stressanti e l'esigenza di lavorare in due per arrivare a fine mese, tempo per fare la spesa non ce n'è più. Così acquistare ciò che serve in casa col cellulare, può rappresentare un valore aggiunto inestimabile. «Nella nostra società frenetica la spesa è vissuta quasi sempre come un sacrificio - conferma Sandro Castaldo -. Poterla fare on line dalla scrivania mentre si lavora, sapendo che arriverà a casa all'orario richiesto, la trasforma in una parentesi piacevole e rilassante».

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 21/02/2017 - 08:47

Questa è l'ITAGLIA targata PD,Renzi e Bergoglio:si è tornati alla preistoria con gli scambi pagati tramite baratto,conchiglie e in natura (orge gay). Splendida la SINISTRA....