007, da cinquant'anni al servizio della regina (con grande classe)

Londra celebra l’agente segreto con una mostra sul suo "look" inimitabile. E intanto si prepara il nuovo "Skyfall" con Craig

La forma è la sostanza e se, al cinema, c’è uno stile iconico per eccellenza è quello di James Bond. Un marchio di fabbrica che, da mezzo secolo, porta il numero 007 e poco importa se, dietro, ci sia Connery, o Moore; Lazenby o Brosnan; Dalton o Daniel Craig, l’ultimo agente segreto di Sua Maestà Britannica pervenuto sugli schermi.
Qualunque attore indossi la maschera del famoso agente segreto Bond, ideato da Ian Fleming, si cala in un look così tipico da far presto dimenticare chi la indossa. Cinquant’anni di 007 non trascorrono invano e, mentre Rai Tre manda in onda dei più noti titoli bondiani, a Londra apre una mostra interessante, al Barbican, dove farsi un’idea più precisa del Bond Style. Visitando Designing 007. Fifty Years of Bond Style (fino al 5 settembre), tra banconi dove gustare un Martini, sostituito dalla birra in Skyfall, prossimo capitolo della saga in uscita a ottobre, e corridoi dove ammirare abiti e accessori firmati dai nostri migliori stilisti. Ecco una piccola guida dello «Stile Bond».

Cachemere per tutti
Un tempo i borghesi occidentali sognavano di mettersi i pulloverini da sci di George Lazenby in Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà (1969), dove l’attore si lanciava in inseguimenti sulla neve, avvolto da un morbido maglioncino blu chiaro. Con lo stesso collo a lupetto, ma blu notte, Pierce Brosnan tiene a bada i peggiori figuri ne La morte può attendere (2002), quarto e ultimo Bond dell’interprete snello. «Questa mise doveva essere sciolta e confortevole. Per dare l’idea che Bond, sotto, non portasse niente», spiega la costumista premio Oscar Lindy Hemmig, curatrice della mostra con Bronwyn Cosgrave.

In spiaggia col pantaloncino
«Ho notato che gli uomini italiani, quando vanno in spiaggia, portano ancora i pantaloncini classici da bagno», informa la Hemmig, che al muscoloso Daniel Craig di Casino Royale (2006) fa mettere un costume da bagno a mezza coscia di GrigioPerla. L’idea era quella di richiamare gli stessi shorts dell’inarrivabile Connery in Thunderball- Operazione tuono.

Sahariana, mon amour
Non male Roger Moore,come 007. E con La spia che mi amava ci ha insegnato come, nel deserto verso il Cairo, si possa risultare chic con una giacca sahariana fornita di ampie tasche e, soprattutto, con un paio di mocassini marrone scuro di Gucci. Per i cultori di Fleming, La spia che mi amava è tra i migliori titoli suoi. 007 non perde l’aplomb, fosse pure a 40° all’ombra.

Lino bianco e pistole d’oro
Il glamour di 007 coincide con il lusso degli abiti sartoriali. Come quello indossato da Christopher Lee, cugino di Ian Fleming, in Agente 007 - L'uomo dalla pistola d’oro (1974). Quel completo immacolato fa scuola da quando il perfido Francisco Saramanga, di base in Thailandia, si difendeva dall’afa in pantaloni e giacca d’un bianco sparato, in contrasto con l'anima del gangster, nera come la sua cravatta. A difenderlo dagli attacchi nemici ci pensava la pistola d’oro.

Abito da cocktail e da inseguimento
Anche le donne,di contorno negli 007, devono essere perfette sia nel deserto che a un party. Così Camilla Montes, la Bond-girl di Quantum of Solace (2008), impersonata dalla franco-ucraina Olga Kirylenko, parte con un abito di Prada elegante e si ritrova, un po’ stracciata, tra le dune. A piedi scalzi: le sue «Gina» col tacco le ha in mano. Quelle scarpette sono state vendute a un’asta di beneficenza, a 7.000 sterline.

Polo forever
Un vero gentleman, qual Sean Connery in Goldfinger (1964), gioca a golf. E insegue la pallina con un maglioncino color vinaccia, scollo a V, e con un cappello in testa. Ma non è questo che conta: è la polo grigia che indossa sotto, a fare la differenza. Una maglietta polo non manca mai nel guardaroba aristocratico e del vero Agente di Sua Maestà: vedere la passeggiata sulla spiaggia di Ursula Andress in bikini e Connery impeccabile, con la polo persino un po' abbottonata nel celeberrimo Licenza di uccidere (1962).

Il cappello
Mai in mano. Bond si copre il capo in modo formale anche quando gioca a golf e chi volesse copiare lo stile old fashion dei primi 007, va da Lock&Co, in St.James’s Street, a Londra. È da qui che vengono i cappelli modello Sandown, che fanno tanto gentiluomo. «Bond dev’essere classico, costoso, sartoriale. Ma semplice e particolare», precisa la Hemmig. E proprio così lo voleva Ian Fleming.
Commenti
Ritratto di fritz1996

fritz1996

Mer, 27/06/2012 - 16:35

Be', povero 007! Siamo passati dall'immenso Connery, al gaio (non gay!) Moore, all'insignificante Brosnan, fino al triste, tristissimo Daniel Craig, un Bond introverso ed insicuro, da piangere. Ma forse è adatto a questi tempi lugubri, proprio come Connery è stato il simbolo dei ruggenti Anni Sessanta. Chissà, di questo passo il prossimo agente "al servizio di Sua Maestà" invece della Spectra affronterà Equitalia...