Sparatorie e botte da orbi ma poco divertimento

Sarà un caso, ma far uscire, nello stesso giorno, gli ultimi film interpretati da James Gandolfini (di lui, deve ancora uscire, però, The Drop) e Paul Walker, prematuramente scomparsi, sembra quasi una tragica combinazione

Ma è il primo maggio o il due di novembre? Perché, sarà un caso, ma far uscire, nello stesso giorno, gli ultimi film interpretati da James Gandolfini (di lui, deve ancora uscire, però, The Drop) e Paul Walker, prematuramente scomparsi, sembra quasi una tragica combinazione.

Del film di Gandolfini, parliamo nella scheda qui a fianco. Quello di Walker, invece, remake del francese Banlieu 13 (che era stato scritto e prodotto da Besson), non è certo un commiato all'altezza della carriera dello scomparso attore. Non per colpa sua, sia chiaro. Sono sceneggiatura e regia che non reggono i novanta minuti (tirati per i capelli) di una storia surreale. In una Detroit distopica, una zona è rimasta in mano al crimine. La polizia, dopo averla abbandonata, ha eretto, su ordine del sindaco, delle mura per contenere, al suo interno, tutti i criminali. È il regno del re della droga Tremaine Alexander (RZA), circondato da spacciatori, assassini, giganti incattiviti.

È il luogo dove vive anche Lino (David Belle), che prova a portare avanti una vita onesta. Finisce, però, per calpestare i piedi al boss che gli rapisce così la fidanzata (perennemente in minigonna, ad uso degli ormoni adolescenziali). Alexander entra in possesso di un'arma di distruzione di massa che dovrà essere recuperata dal nostro Paul Walker, poliziotto sotto copertura che, contro Tremaine ha un conto in sospeso: gli aveva ucciso il padre, anche lui poliziotto. Così, nella miglior tradizione poliziesca, tra lui e Lino nasce, per necessità virtù, una coppia di improbabili alleati. Ai due sparano centinaia di volte senza colpo ferire, rifilano botte da orbi (inutilmente), mirano al cofano e non alle gomme della loro auto e via dicendo. Insomma, il meglio del peggio. Almeno, si può godere delle evoluzioni parkour di David Belle e, emotivamente, soffrire perché il viso d'angelo di Walker (che il film omaggia dopo la fine) non sarà più tra noi.