Parker, un antieroe carico di adrenalina

Solo ora il rapinatore antieroe (ma con un proprio codice morale) arriva nelle sale con il suo vero nome

Del personaggio di Parker, creato, nel '62, da Donald Westlake (con lo pseudonimo di Richard Stark), il cinema ha saccheggiato parecchio. L'ultimo a impersonarlo, in ordine di tempo, sul grande schermo fu il Mel Gibson di Payback - La rivincita di Porter, anche se, per una questione di diritti, solo ora il rapinatore antieroe (ma con un proprio codice morale) arriva nelle sale con il suo vero nome. Tanto da metterlo nel titolo, quasi a rimarcare la novità rispetto al passato. Traendo spunto dal romanzo Flashfire (e non dal solito Anonima carogne che iniziò il filone), si ritrovano, qui, tutti gli stilemi della saga parkeriana, quelli, cioè, del criminale malmenato che non muore e si vendica, sempre per assecondare quel senso di giustizia che fa a pugni con il suo grilletto facile. E chi meglio di Jason Statham poteva dare il volto e il fisico a questo, a suo modo, affascinante cattivo che velocemente incontra i favori del pubblico in sala, grazie a un'ironia e a un codice di comportamento inusuali?

Parker organizza un colpo durante una fiera campestre nell'Ohio, che frutta un milione di dollari. Al momento di dividere, però, i componenti della banda non tengono fede ai patti e lo scaricano ai bordi della strada, ritenendolo morto. Dopo essere stato soccorso e curato da una coppia di fattori, Parker medita come vendicarsi dei traditori. Per farlo, organizza un piano molto astuto che coinvolgerà, suo malgrado, un'agente immobiliare (Jennifer Lopez) di Palm Beach.

L'azione ha una parte importante nel film e non delude. Ciò che stona un po', invece, è la pseudo deriva sentimentale che fa capolino nella seconda parte, forse per allungare ulteriormente (e inutilmente) il brodo e accontentare le signore al seguito. Poco male, perché il finale rende giustizia all'adrenalinico antieroe.