Il povero scrittore che fa il babysitter

Costruito sulla falsariga di Una notte da leoni, il francese Babysitting ne persegue i canoni adattandoli alle produzioni europee

Il classico film da week-end estivo, meglio se visto in compagnia, dignitoso quanto basta per non farti rimpiangere gli euro spesi. Costruito sulla falsariga di Una notte da leoni che, piaccia o meno, ha inaugurato un nuovo filone cinematografico, il francese Babysitting ne persegue i canoni adattandoli alle produzioni europee. Anzi, cercando di svariare, inserendo, accanto alle riprese tradizionali, la tecnica del found footage (le riprese falso-amatoriali girate dai protagonisti), molto di moda tra le pellicole horror, ma quasi inedita tra le commedie (ci aveva provato Project X - Una festa che spacca). Il risultato è gradevole, senza particolari picchi di comicità, ma pur sempre al di sopra della media di tante analoghe «americanate».

Franck Amory è un centralinista di una casa editrice; ha, come sogno nel cassetto, quello di pubblicare un suo fumetto. Per farlo, però, dovrà sottostare alla richiesta dell'editore che gli chiede di fare da baby-sitter al figlio Rémi per un fine settimana. Peccato che quel giorno sia anche il compleanno di Franck; i suoi amici decidono, così, di festeggiarlo alla loro maniera organizzando una festa, a sua insaputa, nella lussuosa villa dell'editore. Il mattino dopo, i genitori di Rémi devono tornare immediatamente a casa: la villa è stata completamente distrutta e di Franck e del figlio si sono perse le tracce. Cosa è accaduto? L'unico indizio per risolvere il mistero è una videocamera, che ha immortalato la festa di compleanno e, soprattutto, il suo deflagrare in qualcosa di incontrollabile.

Il cast è composto, per la maggior parte, da La Bande à Fifi, troupe rivelazione di Canal+, che rappresenta, a partire da Philippe Lacheau, anche il futuro della comicità transalpina. Una curiosità: tra gli interpreti riconoscerete anche Clotilde Courau (è la madre di Rémi), moglie di Emanuele Filiberto di Savoia.