Talent, reality e fiction: il Biscione cambia pelle

A partire dall'autunno arriveranno "Tù sì que vales" e "Rising Star". Poi ci sarà il grande ritorno dell'"Isola dei famosi" e anche esperimenti come "Shark Thank"

Si vien via a notte fonda con una sensazione nuova dallo Studio 11 di Cologno Monzese, quello del Supermarket di Piero Chiambretti, dove Pier Silvio Berlusconi e lo stato maggiore di Mediaset al completo hanno illustrato i palinsesti della prossima stagione, cogliendo l'occasione per fornire cifre e precisare varie ed eventuali di una certa qual importanza nella competizione televisiva in atto. È la percezione di un'azienda più dinamica, propensa a innovare, a competere senza timidezze con gli altri editori (rivalità più accesa con Sky che con Rai) e a proiettarsi sul mercato internazionale. Il segnale di questo cambio di passo viene dai tanti titoli nuovi nel palinsesto di Canale 5 e Italia Uno in particolare, presentati dai video introdotti da Marco Paolini, direttore generale della nuova area Palinsesti e distribuzione (che affianca quella dei Contenuti diretta da Alessandro Salem), nei quali i volti delle star del Biscione compaiono molto meno rispetto agli anni scorsi.

OLTRE LA CRISI

Sollecitato da Piero Chiambretti, maestro di cerimonia che ha esibito l'intrigante sosia di Sade del Supermarket, Pier Silvio Berlusconi ha affermato che «Mediaset ha preso forza dalla crisi», dimostrando di essere «l'unico gruppo editoriale che nei primi mesi del 2014, in controtendenza, aumenta gli ascolti (+1,2 per cento nelle 24 ore)», nonostante il perdurante segno negativo della pubblicità. «In questi anni il mercato pubblicitario è calato del 34 per cento», ha sottolineato Berlusconi junior, ma «Mediaset ha reagito spingendo per il futuro». Ovvero: «integrando la tv nel web e il web nella tv; investendo sulla pay e gli eventi in diretta come il calcio; lanciandosi nella produzione di nuovi contenuti di qualità».

SPERIMENTAZIONE

Privata di Italia's Got Talent, già in autunno nell'intento di anticipare Sky, esordirà su Canale 5 Tú sí que vales, reality preso da Telecinco con Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi in giuria e Belén nel ruolo di presentatrice. A gennaio arriverà The rising star, talent musicale appena testato dalla Abc con risultati non esaltanti («non fidiamoci dei parallelismi America-Italia», Paolini dixit) in cui i telespettatori decidono le sorti dei candidati votando via app. In primavera si rivedrà L'Isola dei Famosi completamente rinnovata a cominciare dalla conduzione, da individuare. Tornando all'autunno, novità anche a Zelig, edizione 18, presentato a rotazione da artisti e comici (ufficiali Michelle Hunziker e Rocco Papaleo, probabili mago Forrest, Ambra Angiolini, Gialappa's), due serate di Scherzi a parte con Bonolis al timone e Lo show dei record di Gerry Scotti. Nel capitolo fiction si rivedranno I Cesaroni, mentre Il bosco e Romeo e Giulietta sono inediti. Su Italia Uno la lista degli esperimenti prevede Shark Tank, in cui alcuni giovani devono convincere imprenditori veri a investire sulla loro idea; Goggle Box, famiglie che commentano in diretta la tv che guardano; The Audience, altro reality con 50 persone che seguono uno sconosciuto alle prese con un dilemma; The secret millionaire, in cui un ricco sperimenta la povertà e poi decide a chi donare una grossa somma. Altri debutti saranno One love, ricerca dell'anima gemella, e Centoventi, due gruppi di sessanta giovani si confrontano su attualità, politica, costume. Nuove anche alcune serie: da Gotham, partenza in chiaro e proseguimento su Premium Action, a Last Ship, a Falco. Più classico il palinsesto di Retequattro: la quarta stagione della celebrata Downton Abbey, la conferma dei marchi consolidati Quinta colonna e Quarto grado e dei documentari di Life. Mentre, annuncia Mauro Crippa, direttore generale Informazione, «qualcosa è allo studio, due o tre idee, sul fronte degli approfondimenti e dell'informazione».

PAY TV E CALCIO

Grande rilievo ha avuto nel corso della serata l'offerta-calcio di Premium: le partite delle prime otto squadre della Serie A e la Champions 2015-2018. «Per la quale i nostri piani prevedono un'esclusiva assoluta», ha sottolineato il vicepresidente Mediaset. «Poi mai dire mai: dipende dal mercato e dalle offerte che possono arrivare», ha lasciato uno spiraglio alla trattativa con Sky, definito «un gigante abituato a dominare». Se però tutto rimarrà allo stato attuale «le nostre stime parlano di centinaia di migliaia di abbonati che nel 2015 potrebbero passare alla nostra pay» con uno «spostamento piuttosto netto». Per la prossima stagione intanto Canale 5 avrà l'esclusiva della migliore partita del mercoledì, mentre Premium trasmetterà, sempre in esclusiva, l'Europa League.

MEDIASET PRODUCTION

Altra notizia: a due anni dall'uscita da Endemol Mediaset sbarca «con forza nella produzione di contenuti di qualità sul mercato internazionale: film, fiction e intrattenimento», ha annunciato Pier Silvio Berlusconi. Questo nuovo impegno, sotto la responsabilità di Alessandro Salem, registra già contatti con altri editori europei interessati. Il kick off sarà la produzione di Chiamatemi Francesco, film diretto da Daniele Luchetti sulla vita di Bergoglio prima della nomina papale, realizzato in versione per i cinema e come miniserie per la tv. Molto ci si aspetta anche dai prossimi due film firmati Paolo Sorrentino di cui Medusa si è assicurata la coproduzione: La giovinezza, con Michael Caine, Harvey Keitel e Rachel Weisz e L'attesa, opera prima di Piero Messina, aiuto regista di Sorrentino, qui nel ruolo di supervisore artistico.

FLORIS SFIORITO

«Ribadisco la mia stima per Floris, che è un ottimo professionista, e ritengo Ballarò un buon programma di approfondimento politico. Ma non c'è mai stata una trattativa concreta», ha chiuso Berlusconi jr. La battuta fatta durante l'intervista a Renzi sul presunto «regalo a Mediaset» causato dalla spending review imposta alla Rai è stata una battuta «fuori luogo». «Lungi da me farmi gli affari della Rai. Sapete però che negli ultimi due anni a Mediaset abbiamo tagliato 620 milioni: mi sembra che fare efficienza sia doveroso».

Commenti
Ritratto di wilegio

wilegio

Gio, 03/07/2014 - 13:16

Intanto Italia's got talent ve lo siete fatto fregare... ed era una delle poche cose decenti che trasmettevate.

frateindovino

Gio, 03/07/2014 - 14:14

Talent, reality e fiction Certo a vedere in tv piersilvio declamare così tanta tv ...resta difficile palesare una delusione assoluta, sempre di più spremuto il limone, fino alla nausea, e questo sarebbe il rinnovamento, le tanto declarate novità......il ritorno dell'isola dei famosi..eccheccapperi......sempre di più distanti dalla gente, le solite noiosissime cose, ma tant'è.piersilvio docet....w piersilvio.

frateindovino

Gio, 03/07/2014 - 14:14

Talent, reality e fiction Certo a vedere in tv piersilvio declamare così tanta tv ...resta difficile palesare una delusione assoluta, sempre di più spremuto il limone, fino alla nausea, e questo sarebbe il rinnovamento, le tanto declarate novità......il ritorno dell'isola dei famosi..eccheccapperi......sempre di più distanti dalla gente, le solite noiosissime cose, ma tant'è.piersilvio docet....w piersilvio.

Il giusto

Gio, 03/07/2014 - 15:43

silvioti...state tranquilli...torna l'isola dei famosi!!!Ah-ah-ah...calo pubblicità e spese folli per assicurarsi la Champions...vedremo...

Il giusto

Gio, 03/07/2014 - 16:08

silvioti...state tranquilli...torna l'isola dei famosi!!!Ah-ah-ah...calo pubblicità e spese folli per assicurarsi la Champions...vedremo...

Ritratto di Giano

Giano

Gio, 03/07/2014 - 16:09

E' l'eterna lotta fra l'assecondare o educare il gusto del pubblico. Se la gente vuol vedere talent, reality e fiction, Mediaset, essendo un'azienda commerciale, fa benissimo a fare questi programmi. Dal punto di vista culturale, invece, è deprimente, sconsolante, demoralizzante vedere che, nonostante l'apparente progresso sociale degli ultimi decenni, la maggioranza della popolazione non abbia realizzato alcun miglioramento qualitativo. Dal punto di vista culturale, trogloditi erano e tali restano, nonostante la tecnologia. Ma non bisogna dirlo, altrimenti si offendono e rivendicano la libertà di scelta e di giudizio e, appellandosi al relativismo imperante, concludono che "i gusti sono gusti" e che "è bello ciò che piace". E se insistete a mettere in dubbio la validità dei criteri estetici della maggioranza mediocre, correte il rischio di essere accusati di snobismo, razzismo e pure di fascismo. Allora, meglio tacere, auguri a Mediaset e via con altra stagione di fiction, reality, talent e giochini scemi per bambini deficienti. E la RAI non è da meno, anzi, se la gioca alla pari in quanto a programmazione per un pubblico di bocca buona. Lo vuole la gente. E in democrazia la maggioranza vince. E se vince significa che ha ragione. E se ha ragione la maggioranza mediocre significa che in democrazia vince la mediocrità. No? Ma allora di che ci lamentiamo?